Dopo 10 anni al Teatro Opera tornano le Nozze di Figaro | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Dopo 10 anni al Teatro Opera tornano le Nozze di Figaro

Un monumento del teatro musicale, molto più di un’opera buffa tanto che Wagner la definì «commedia per musica»: dopo 10 anni di assenza, torna al Teatro dell’Opera di Roma «Le nozze di Figaro», capolavoro in 4 atti di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, in cartellone dal 21 maggio al 3 giugno. Un felice e atteso ritorno, questa volta reso ancora più prezioso dalla regia di Giorgio Strehler, ripresa qui da Marina Bianchi, per un allestimento storico in cui il rispetto della tradizione viene corroborato dalla freschezza di una gioventù talentuosa: da un lato la direzione dell’orchestra affidata a Roland Boer (che non solo alzerà la bacchetta ma suonerà anche il clavicembalo), dall’altro il cast dei cantanti in cui figurano tra gli altri Alessandro Luongo e Eleonora Buratto (Conte e Contessa di Almaviva), Marcus Werba (Figaro) e Rosa Feola (Susanna). Che ci sia voglia di immergersi nelle atmosfere settecentesche di questo celebre titolo mozartiano è ampiamente dimostrato dagli oltre 12 mila biglietti già venduti e dalla necessità di aggiungere 2 ulteriori recite alle 7 originariamente previste dalla Fondazione capitolina. Senza contare che questa è la prima volta che il nome di Strehler compare nel cartellone del Costanzi: «Rendiamo omaggio a uno dei più grandi registi del ‘900», ha detto oggi il sovrintendente Carlo Fuortes presentando l’opera alla stampa, «per questo voglio ringraziare il sovrintendente Alexander Pereira della Scala per aver concesso questo allestimento che, dopo tanti anni, ancora vive e appare senza tempo». Era infatti il 1981 quando Strehler propose alla Scala una versione aggiornata delle sue Nozze (pensate una decina di anni prima per la reggia di Versailles): in quell’occasione fu assistito da Marina Bianchi, che oggi ne ripropone la regia. «Mozart fa bene a tutti e Da Ponte è un poeta: dei personaggi delle Nozze di Figaro ci si può innamorare perchè sono vivi», ha detto la regista. «Per quest’opera Strehler aveva immaginato una casa in cui far muovere i cantanti, una sorta di scatola armonica in grado di reagire al suono e alla luce perchè di materia organica», ha proseguito, raccontando la cura estrema con cui il maestro friulano affrontava ogni dettaglio (e che a Roma si è cercato di replicare). Per questo per esempio le prove erano lunghissime, o i costumi venivano costruiti sui personaggi e indossati fin dalle prove, «segni questi che fanno parte di un teatro per così dire antico». In un’opera come Le Nozze di Figaro, in cui è serrata la corrispondenza di musica e teatro, grande attenzione sarà rivolta anche alla perizia e alla sensibilità con cui l’orchestra verrà diretta. «Passo dopo passo»: così il Maestro Boer, al suo debutto nella Capitale, intende affrontare il delicato compito di dirigere un’opera che è «esempio della lirica, perchè tutti, anche i tecnici dietro le quinte, devono collaborare strettamente». «Questo titolo ha bisogno di comunione musicale perchè è un capolavoro del concertato», ha proseguito, «nella partitura si trova la psicologia che a volte viene a mancare nel libretto: per realizzarla al meglio ci vuole uno spirito quasi da musica da camera».

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