Acqua, M5s Lazio: "La sua tutela sia fuori dalle logiche di mercato" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Acqua, M5s Lazio: “La sua tutela sia fuori dalle logiche di mercato”

«Ci preoccupa la notizia del possibile commissariamento della Regione Lazio per mancata legiferazione in materia di organizzazione del SII (Servizio idrico integrato, ndr). Esiste una legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale per la gestione pubblica del SII di cui mancano però i decreti attuativi che una volontà politica impermeabile alla volontà di sindaci, comitati e cittadini sta evitando di discutere». Così in una nota il gruppo M5s alla Regione Lazio. «Da tempo – aggiungono i consiglieri – siamo impegnati in Consiglio per sollecitare la discussione della legge 238, elaborata dai Comitati per l’Acqua Pubblica, per l’individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali e della 241, elaborata dal M5S per modificare la legge 5 per superare l’impugnativa della Corte Costituzionale. Il commissariamento rappresenta una chiara via di fuga calata dall’alto per evitare di gestire l’acqua secondo i principi dettati dagli esiti referendari aprendo di fatto la strada ad Acea spa come gestore unico nel Lazio. È chiaro che tutto ciò fa comodo al Pd laziale che così non tradirà il patto con Acea. Non ci piace l’atteggiamento di Refrigeri che da mesi sta dichiarando di lavorare ad una proposta di legge sugli Ambiti di Bacino Idrografico senza alcun riscontro reale. Contemporaneamente diversi Comuni laziali che non hanno ancora ceduto le infrastrutture idriche al gestore del SII vengono diffidati a farlo dalla stessa Regione Lazio imponendo di fatto l’entrata in società, come la Talete spa gravemente indebitata. Secondo il M5S, l’aggressione ai beni comuni partita dal Pd con lo Sblocca Italia sta continuando la sua marcia con la complicità di Zingaretti che sta di fatto ignorando la volontà espressa dai cittadini tramite gli esiti referendari. Chiediamo dunque – conclude il M5s – l’immediata calendarizzazione delle due proposte di legge, la 238 e la 241, per la tutela di un bene comune come l’acqua, un diritto umano inviolabile che deve essere definitivamente estromesso dalle logiche di mercato».

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