Villa Pamphili, la forestale a caccia del killer dei cani: bonificata l'area | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Villa Pamphili, la forestale a caccia del killer dei cani: bonificata l’area

– In un vero e proprio blitz alla ricerca del ‘killer dei canì, che sta terrorizzando i cittadini e i proprietari degli animali nella zona di Villa Pamphili, nelle ultime settimane teatro di casi di avvelenamento di cani, il Corpo Forestale, con l’intervento di tre unità cinofile del Nucleo Antiveleno ha perlustrato e bonificato le principali aree frequentate dai quattrozampe all’interno dello storico parco della capitale. In soli due mesi si sono moltiplicate le segnalazioni e le denunce di casi di avvelenamento: secondo la Forestale sono stati accertati 10 decessi tra cani e gatti. L’ultimo è quello di ‘Bò, un giovane meticcio che ha ingerito il veleno letale vicino a Villa Pamphili, un veleno che, secondo la Forestale, provoca il decesso nel giro di poche ore con sintomi che si manifestano quando gli organi interni dell’animale sono ormai compromessi. «Oggi non abbiamo trovato tracce di bocconi avvelenati, già la settimana prossima effettueremo un altro intervento – ha spiegato Carlo Costantini, comandante provinciale Cfs Roma – è la prima operazione di questo tipo organizzata nella capitale ed è la conseguenza delle segnalazioni dei casi di avvelenamento. Grazie all’utilizzo di cani specializzati delle unità cinofile della Forestale, sarà possibile monitorare il territorio alla ricerca di bocconi avvelenati». La Forestale nelle operazioni di bonifica ha impiegato il personale del nucleo investigativo per i reati in danno agli animali (Nirda) e del comando provinciale di Roma, le unità del nucleo cinofilo antiveleno della Forestale e del Parco Nazionale del Gran Sasso. La perlustrazione è stata eseguita da tre unità cinofile specializzate, utilizzate in Abruzzo per trovare il veleno usato per uccidere i lupi: sono un border collie di nome Datcha e due pastori belga Malinois, Dingo e Maia, che inoltre, insieme ad altre unità, partecipano al Progetto ‘Life Plutò della Forestale per contrastare il fenomeno degli avvelenamenti insieme all’Ente Parco Gran Sasso e Monti della Laga. «Oggi è un punto di partenza per studiare l’incidenza del fenomeno dei bocconi avvelenati nei parchi urbani – ha sottolineato Cassandra Vantini, responsabile nazionale Nirda – e dimostrare alla cittadinanza che le istituzioni sono presenti nel contrastare e prevenire gli avvelenamenti».

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