Mafia capitale, la lente degli investigatori sulle coop e sulle fondazioni | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Mafia capitale, la lente degli investigatori sulle coop e sulle fondazioni. L’obiettivo era un secondo Cara

L'inchiesta è anche la storia di alleanze e guerre tra colossi della cooperazione sociale. Buzzi e Carminati, dopo il colpo subito dal Tar sul Cara di Castelnuovo, cambiarono strategia, coinvolgendo la Auxilium contro La Cascina per un secondo Cara nella cittadina romana

Salvatore Buzzi: «Loro se ne fregano, c’hanno i prefetti c’hanno». Massimo Carminati: «Loro sono grossi…sono grossi». C’era qualcuno in grado di impensierire Mafia Capitale sul terreno del business sociale: la cooperativa Auxilium, che gestisce o ha gestito per anni centri per immigrati in varie parti d’Italia. Avversaria della ’29 Giugnò per il Cara di Castelnuovo di Porto (Roma), prima sconfitta e poi vincitrice dell’appalto nel 2014 grazie a un ricorso al Tar Lazio che aveva fatto dannare il ras delle coop. E rivale per il molto più redditizio Cara di Mineo, nel catanese, del colosso cattolico ‘La Cascinà, finito nei guai nella seconda ondata dell’inchiesta romana per i suoi rapporti con il clan Carminati. In questo caso però la Auxilium, che pure aveva denunciato già nel 2012 irregolarità nel bando per il centro siciliano, non riuscì a spezzare il dominio assicurato – secondo i pm che li hanno indagati – da Luca Odevaine e dall’attuale sottosegretario Giuseppe Castiglione. La Auxilium, fondata a Senise (Potenza), 7 mila abitanti, non ha indagati, ma la sede legale in Basilicata è stata perquisita dai carabinieri del Ros. L’inchiesta su Mafia Capitale è anche la storia delle alleanze e delle guerre tra colossi della cooperazione sociale. Buzzi e Carminati dopo il colpo subito dal Tar sul Cara di Castelnuovo pensarono di cambiare strategia e di coinvolgere la Auxilium in un’alleanza anche con La Cascina per un secondo Cara nella cittadina romana. Ma il progetto non andò in porto. «Loro adesso stanno in posizione di forza», dice ‘il Nerò parlando di Auxilium. E poco più avanti: «È un mondo che si sta cappottando questo…che sta cambiando…». Buzzi pensava che il leader di Auxilium Angelo Chiorazzo avesse sponde importanti al Viminale. Il Ros lavora sul materiale sequestrato in cooperative, società e associazioni politiche. E proprio le fondazioni sono uno dei collettori – secondo i magistrati – delle tangenti agli amministratori e ai funzionari pubblici. Come Nuova Italia dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno – indagato per associazione mafiosa -, alla quale sarebbero arrivati 200 mila euro da Buzzi per l’assessore all’Ambiente Marco Visconti, segretario della fondazione. Contributo elettorale in chiaro, ma per i pm ricompensa per l’opera a favore di Mafia Capitale. Altra fondazione è Integra/Azione di Luca Odevaine, in carcere da dicembre per associazione mafiosa e considerato uomo chiave del clan nelle istituzioni. Nella sede dell’associazione contava le decine di migliaia di euro secondo l’accusa ricevuti in contanti da Buzzi, come da video di telecamera nascosta del Ros. Una dipendente di Idea/Azione è stata perquisita giorni fa. Gli investigatori cercano tra le carte e nei computer delle fondazioni le conferme ad alcune ipotesi investigative. E il materiale acquisito potrebbe riservare grosse sorprese.

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