Sezze, uccide il cognato per un debito non pagato: arrestato 63enne | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Sezze, uccide il cognato per un debito non pagato e occulta il cadavere: arrestato 63enne

– Il cognato da tempo non gli pagava l’affitto dell’officina di carrozziere. Così durante l’ennesima lite gli ha sparato vari colpi di pistola proprio all’interno nell’officina e poi ha nascosto il cadavere in un vicino pozzo. E quando la compagna della vittima, sorella di sua moglie, gli ha chiesto notizie dell’uomo si è inventato di averlo visto fuggire con un’altra donna, molto avvenente, a bordo di un’auto di grossa cilindrata. L’omicida, un 63enne di Sezze in provincia di Latina, Pietro Petrianni è stato arrestato la scorsa notte dalla polizia per omicidio ed occultamento di cadavere. La vittima è Maurizio Di Raimo, 53 anni, la cui scomparsa era stata denunciata dalla sua compagna, sorella della moglie di Petrianni. A condurre le indagini che hanno portato all’arresto dell’ uomo, con precedenti per rapina, è stata la squadra mobile di Latina, coordinata dal pm Giuseppe Bontempo, dopo che sabato mattina, la compagna della vittima ha presentato alla polizia una denuncia di scomparsa. Venerdì, secondo la ricostruzione degli investigatori, Petrianni e Di Riamo si sono visti nell’officina ed avrebbero cominciato a litigare per danaro. Petrianni chiedeva da tempo al cognato di saldare l’affitto dell’officina, ma senza successo. La lite si è accesa al punto da sfociare in una colluttazione e alla fine Petrianni ha tirato fuori la pistola e ha sparato diversi colpi contro il cognato. Quando si è reso conto di averlo ucciso, ha caricato il cadavere e lo ha gettato in un pozzo non lontano. Poi ha cercato di eliminare ogni traccia del delitto e si è messo a ripulire l’officina dal sangue. A far scattare l’allarme è stata la compagna di Di Raimo che venerdì sera non ha visto rientrare a casa il convivente. A quel punto ha chiesto notizie a Petrianni che per depistarla ha raccontato di averlo visto allontanarsi su una macchina di grossa cilindrata con un’altra donna. Ma a far insospettire la compagna è stata la sorella, moglie dell’omicida, che le ha raccontato che il marito quella sera era rientrato a casa con la maglietta strappata, segno di una colluttazione. La compagna di Di Raimo è tornata in Questura ed ha raccontato tutti i suoi dubbi sul cognato: in 12 ore le indagini hanno permesso di inchiodare l’assassino. Nell’auto dell’ omicida, trovata in zona Campoverde, c’erano segni di una colluttazione. Ma sono state decisive soprattutto le tracce di sangue trovate nell’officina della vittima assieme all’ogiva di un proiettile. Anche i testimoni sentiti dalla polizia hanno raccontato del forte astio tra i due uomini per il debito non onorato dalla vittima. Alla fine Petrianni ha ammesso di aver buttato la pistola nel lago di Fogliano e gettato il cadavere nel pozzo. Il corpo è stato trovato stamani dalla polizia.

email

Bisogna effettuare il login per inviare un commento Login