Mafia capitale e la fiaccolata dei sindacati: piazza spaccata su Marino | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Mafia capitale e la fiaccolata dei sindacati: piazza spaccata su Marino

La fiaccolata per la legalità è stata organizzata dei sindacati Cgil, Cisl e Uil dopo la seconda ondata di arresti dell’inchiesta su Mafia Capitale. È la piazza si è ‘spaccatà sulla presenza del sindaco Ignazio Marino: tra i sindacati confederali e alcuni lavoratori che hanno apprezzato il suo gesto e altri manifestanti, con in testa i dipendenti della Multiservizi «a rischio licenziamento», che invece lo hanno fischiato e contestato. «Noi abbiamo applaudito il sindaco perchè in un contesto così complesso è difficile e insolito che qualcuno si prenda la responsabilità di ammettere che all’interno dell’amministrazione negli anni passati fino ad oggi le cose non hanno funzionato bene. Marino oggi si è messo a disposizione di lavoratori, sindacati e cittadini per cambiare. È stato coraggioso». «Io l’ho fischiato perchè non posso dimenticare come questo sindaco abbia ripetutamente chiuso le porte in faccia ai sindacati e imponendo l’atto unilaterale», che regola il contratto decentrato dei dipendenti comunali. «Io non penso che Marino vada fischiato perchè non è inquisito ed è una persona che ha denunciato – dice Massimiliano Rizzuto sindacalista e lavoratore dell’Idi -. Ovviamente ha i suoi difetti ma ha avuto la forza di difendere le sue idee e venire in una piazza che facilmente poteva essergli ostile». «Ad oggi lui con mafia capitale non c’entra – dice Bice Tanno, pensionata -. Io credo che abbia fatto bene a venire e si è anche esposto». «È un riconoscimento che ci ha dato – le fa eco un altro manifestante -, per certi aspetti è un atto di coraggio considerando che due settimane fa i sindacati hanno manifestato contro le politiche della sua amministrazione». Da parte loro i lavoratori della Multiservizi, che hanno contestato anche i sindacati al grido «buffoni», hanno urlato «dimissioni» al sindaco. «Nessuno si sta occupando di 3.800 persone che stanno perdendo il posto di lavoro», hanno spiegato.

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