Metro C, sopraintende: "Sia linea di arte e archeologia". Caudo: "Centro servizi Colosseo" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Metro C, sopraintende: “Sia linea di arte e archeologia”. Caudo: “Centro servizi Colosseo”

– Una linea che si arricchisce di arte e archeologia dalla periferia al pieno centro. Questa la visione che il soprintendente speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma, Francesco Prosperetti, ha della metro C, la terza linea metropolitana di Roma che a breve dovrebbe aprire nel suo secondo tratto fino a Lodi. «Il ritrovamento degli Auditoria di Adriano sull’aiuola di piazza Venezia consentirebbe di creare una sorta di archeo-stazione, una simbiosi tra resti archeologici e l’ingresso della metro C. Si tratterà di progettare uno spazio che permetta di valorizzare gli scavi archeologici all’entrata e all’uscita dei viaggiatori della metro. – spiega all’ANSA – Sulla stazione di San Giovanni abbiamo chiesto un momento di riflessione perchè gli scavi nell’area hanno rivelato una quantità di reperti che potrebbero trovare una sistemazione un pò scenografica nella stazione della metro C di San Giovanni. D’altronde ho registrato che il Comune di Roma è interessato a dare qualità alle stazioni dell’area centrale a partire da San Giovanni. Analogamente c’è un progetto di abbellimento – utilizzando il famoso 2% legato all’esecuzione delle opere pubbliche che per una vecchia legge deve essere riservato ad opere d’arte nella tratta già in esercizio della metro fino a Lodi: ospitare installazioni di arte contemporanea, come avviene a Napoli».Un centro servizi nella stazione Colosseo della metro C, un centro di prima accoglienza turistica per i visitatori dell’area archeologica centrale di Roma, dal Colosseo ai Fori Imperiali. Questa l’idea rilanciata dal soprintendente speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma, Francesco Prosperetti, insieme all’assessore alla Trasformazione Urbana della Capitale Giovanni Caudo. «Il centro servizi compreso originariamente nel progetto della stazione della metro C Colosseo è stato troppo sbrigativamente definanziato e accantonato – spiega Prosperetti all’ANSA -. Secondo me sarebbe giusto recuperare, magari in termini minimali, quel progetto iniziale: la stazione potrebbe così assolvere anche alla funzione di presentare a chi vi transita la complessa offerta culturale dell’area archeologica centrale, vasta nei luoghi e attraversata da mostre temporanee ed eventi. – spiega Prosperetti – Nel corso dello scavo preparatorio per la stazione Colosseo della metro C, inoltre, c’è stato un ritrovamento importante e inaspettato sul fianco della collina Velia: i resti di una domus romana, una casa che guardava al Colosseo. L’idea è ricollocare e valorizzare i resti della domus creando un percorso che dal belvedere Cederna scenda fino alla stazione, aprendo una inedita veduta sul Colosseo». Sulla stessa linea l’assessore alla Trasformazione Urbana di Roma, Giovanni Caudo: «Definanziare la stazione della metro C al Colosseo è stato un grave errore della passata amministrazione che, per altro, non è servito a ridurre i costi dell’opera. Il progetto originale della stazione al Colosseo prevedeva due piani ipogei, al di sotto del piano stradale ma al livello degli scavi dei Fori. In queste aree erano previsti il centro servizi e una parte museale. Scavare a 30 metri di profondità e allestire una stazione anonima nel cuore archeologico di Roma, perdendo l’opportunità di collocare a quell’altezza i servizi, da bagni degni di questo nome ai punti di informazione, alle biglietterie, è un assurdo controsenso, tanto più che, dove fu spianata la collina Veja, non ci sono resti archeologici. La nostra richiesta, nelle trattative in corso su metro C e collegata all’insieme del progetto Fori, e tornare al progetto originario».

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