Maturità, niente matematica o latino: al Coreutico la prova è sulle punte | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Maturità, niente matematica o latino: al Coreutico la prova è sulle punte

Ore 10 circa. Nell’aula di danza risuona la musica di un pianoforte. Sulle celebri note della Danza dei cuscini, tratta dal Romeo e Giulietta di Prokofiev, aspiranti ballerini, tutti rigorosamente in divisa, si stanno esibendo in una batteria di salti. Un debutto senza precedenti, su un palcoscenico ancora inesplorato. È il loro esame di maturità, il primo in assoluto per gli studenti dei licei coreutici istituiti dalla riforma Gelmini. Niente versione di latino, problemi di matematica o saggi in lingua straniera, per questi liceali la seconda prova è «sulle punte» (almeno per le ragazze, perchè «i ragazzi – precisano gli studenti – non le portano»). Al liceo coreutico del Convitto Vittorio Emanuele II di Roma sono 21 gli studenti all’ultimo anno. Alcuni seguono il curriculum di danza classica, altri quello di danza contemporanea. Entrambi i gruppi però oggi sono stati valutati in entrambe le discipline. Prima con una prova pratica, di gruppo, durata in tutto due ore, poi con una teorica, di 4. All’uscita – è già pomeriggio inoltrato – non mostrano però la stanchezza e si fermano a raccontare nel dettaglio come si è svolta la loro giornata. «Un pò di ansia c’era – raccontano in coro Laura T, Laura P, Iris e Francesco – ma più per la prova scritta, su quella pratica eravamo più sicuri. Ma alla fine anche lo scritto si è rivelato fattibile». A differenza delle altre scuole, la loro seconda prova non si conclude oggi. Per i ragazzi del coreutico è prevista anche un’appendice, che si terrà domani mattina. A turno i ragazzi si esibiranno in una coreografia individuale. Laura P. e Iris porteranno una variazione della Danza araba dello Schiaccianoci, Laura T. una variazione di Kitri del Don Chisciotte. Francesco invece, che dopo gli esami partirà in tournèe con uno spettacolo di hip hop di cui è coreografo, presenterà una variazione ideata appositamente per lui dall’insegnante. E mentre aspettano di finire gli esami di maturità, sognano il futuro. Da grandi, non hanno dubbi, tutti e quattro vogliono fare i ballerini. E lo confermano anche tutti i loro compagni, mentre escono alla spicciolata. E così con una serie di pirouettes, di passi sulle punte per le ragazze e di giri (a terra e in aria) e salti per i ragazzi, la prima parte di questa new entry dell’esame di maturità è andata. «La traccia pratica – osserva Rossella Delmastro, insegnante di danza contemporanea – era molto dettagliata e fattibile per i ragazzi. Più insidiosa forse la parte teorica, cioè la relazione accompagnatoria, perchè nel quadro orario ministeriale non sono presenti materie come analisi di base del movimento. Su questo in futuro – conclude – si potrebbe intervenire».

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