Famiglia, cattolici in piazza contro il ddl Cirinnà | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Famiglia, cattolici in piazza contro il ddl Cirinnà

– Nasce all’interno del mondo cattolico la manifestazione che si terrà domani pomeriggio a Roma contro il ddl Cirinnà, a difesa della famiglia tradizionale, e contro la diffusione del gender nelle scuole. Ma l’organizzazione è stata, almeno all’inizio, più un passaparola sui social che una vera e propria mobilitazione istituzionale. Non dunque proprio il Family Day che aveva visto nel passato la Chiesa schierarsi compatta. Cauta la Cei con il segretario generale, monsignor Nunzio Galantino, che più volte ha fatto sapere di condividerne i contenuti ma non le modalità. Ma la ‘benedizionè arriva invece dal Vaticano con un messaggio del presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, monsignor Vincenzo Paglia. E anche il Vicariato, che poi è la diocesi del Papa, nei giorni scorsi ha fatto circolare una lettera in cui invitava a sostenere la manifestazione. Lettera che è stata veicolata in molte parrocchie di Roma. Tra i movimenti cattolici ci si muove un pò in ordine sparso. Se a piazza San Giovanni in Laterano ci saranno le famiglie numerose dei Neocatecumenali, non ci sarà invece Comunione e Liberazione. Non aderisce il Forum delle Famiglie che però garantisce la presenza in piazza dei propri dirigenti, se pur a titolo personale. E la stessa partecipazione in ordine sparso, o meglio, trasversale, si registra nel mondo politico. Proprio qualche giorno fa, in vista della manifestazione di domani, è nato con un centinaio di iscritti tra deputati e senatori il ‘Comitato parlamentare per la famiglià, con adesioni da Area popolare, Forza Italia, Lega, gruppo misto e Per l’Italia. Tra i promotori Alessandro Pagano (Ap), Maurizio Gasparri, Maurizio Sacconi, Carlo Giovanardi, Roberto Formigoni, Paola Binetti, Eugenia Roccella. Tutto nasce dall’idea di alcune personalità che si battono contro la diffusione della teoria del gender nelle scuole e contro il disegno di legge Cirinnà che equipara il matrimonio costituzionale, così come lo conosciamo oggi, ad altre forme di unioni, comprese quelle tra persone dello stesso sesso. «Difendiamo i nostri figli», è lo slogan della manifestazione di domani che vede tra i promotori Simone Pillon, Gianfranco Amato, Giusy D?Amico, Toni Brandi, Filippo Savarese, Costanza Miriano, Mario Adinolfi, Jacopo Coghe, Maria Rachele Ruiu, Paolo Maria Floris, Alfredo Mantovano, Nicola Di Matteo. Portavoce del comitato è il neurochirurgo Massimo Gandolfini. Il dicastero di Paglia ha inviato ai promotori un messaggio ufficiale in cui sottolinea che «i nostri figli hanno il diritto di essere sostenuti da una famiglia fondata seriamente sul matrimonio», e per questo il vescovo augura alla manifestazione «un pieno successo, con la certezza che porterà un contributo prezioso alla vita della Chiesa e di tutte le persone che hanno a cuore il bene dell’intera umanità». «Non ho nessun dubbio nel dire che è una manifestazione positiva – dice l’arcivescovo di Bologna, il cardinal Carlo Caffarra – perchè non possiamo tacere. Guai se il Signore ci rimproverasse con le parole del profeta: cani che non avete abbaiato». E anche la diocesi del Papa è scesa in campo con una lettera agli insegnanti di religione: «Il Vicariato di Roma non è tra i promotori ufficiali dell’iniziativa, ma la appoggia» ed esorta a «partecipare a questa mobilitazione, quantomeno per esprimere che i temi sensibili dell’educazione non possono essere imposti dall’alto».

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