Baby prostitute, chiesto il processo per il marito della Mussolini | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Baby prostitute, chiesto il processo per il marito della Mussolini

– Ha avuto rapporti con la più grande delle due giovani prostitute dei Parioli. Ed era, soprattutto, a conoscenza dell’età della ragazzina. Per questo la Procura di Roma ha chiesto il processo per Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini, accusato di essere uno dei clienti delle due ragazzine al centro di un giro di prostituzione nel quartiere «bene» della Capitale. Prostituzione minorile l’accusa che il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Cristina Macchiusi contestano a Floriani. L’uomo, quando seppe di essere finito nel registro degli indagati, chiese di essere ascoltato degli inquirenti. Un interrogatorio durante il quale ammise di avere avuto incontri con una delle ragazze ma negò decisamente di essere a conoscenza della sua età che all’epoca dei fatti era di appena 15 anni. Floriani rischia, secondo quanto previsto dall’articolo 600 bis del codice penale, una condanna da uno a sei anni. Nuova accelerazione, quindi, nell’inchiesta esplosa nel 2013 e che coinvolge oltre una sessantina di clienti che incontravano le ragazze in un appartamento dei Parioli. Oltre alla richiesta di processo per il marito delle Mussolini, i pm hanno notificato l’avviso di chiusura indagine ad altri 22 clienti, atto che di norma precede la richiesta di processo. Undici, invece, i clienti che hanno già patteggiato un anno di reclusione. Per altre tre persone ritenute in un primo momento clienti delle due minori, il procuratore aggiunto Maria Monteleone ed il sostituto Cristiana Macchiusi, titolari dell’inchiesta, hanno sollecitato l’archiviazione delle posizioni poichè è stato accertato che non hanno avuto rapporti sessuali con loro. Le indagini proseguono nei confronti di un’altra trentina di indagati, sempre per prostituzione minorile. Tra loro, Nicola Bruno, figlio del deputato di Forza Italia Donato. Per il giro di prostituzione ai Parioli sono stati già condannati gli otto organizzatori. In particolare, a Mirko Ieni, rienuto il «dominus», sono stati inflitti 10 anni di reclusione. Non lievi neanche le condanne subite da un altro «gestore» del giro e sfruttatore delle ragazzine, Nunzio Pizzacalla (7 anni, la richiesta era di 6). Per la madre di una delle due ragazzine accusata di spingere la figlia a prostituirsi la pena è stata di sei anni con perdita della potestà genitoriale ed il diritto di successione.

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