Giubileo, Marino: "Discontinuità con Alemanno". Cantone: "Controlli come Expo", l'allarme di Confartigianato: "Anno Santo della miseria" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Giubileo, Marino: “Discontinuità con Alemanno”. Cantone: “Controlli come Expo”, l’allarme di Confartigianato: “Anno Santo della miseria”

Il sindaco assicura che non ci saranno nuove somme per i lavori, l'assessore Pucci: "Scelta imprese casuale"

«Il nostro non è un tutoraggio ma è un controllo sugli appalti già previsto per gli appalti Expo e che il governo ha ritenuto di dover estendere anche agli appalti per il Giubileo. Noi ci occuperemo degli appalti e non del resto». Lo ha detto il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, riferendosi ai 33 appalti «al momento previsti per il Giubileo. Poi, se ce ne dovessero essere altri» il controllo si estenderà anche a questi e cioè «a tutti gli appalti connessi al Giubileo». La firma del protocollo che contiene le linee guida dei controlli sugli appalti per il Giubileo «rappresenta un altro passo di discontinuità amministrativa rispetto a quanto accaduto con la Giunta Alemanno che aveva permesso l’ingresso della criminalità organizzata nelle stanze del Campidoglio». Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a margine della firma con il presidente dell’Anac Raffaele Cantone. «Rispetto alle cifre votate in giunta ad agosto non ci sono variazioni». Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, rispondendo a chi gli chiedeva se ci fossero nuove risorse stanziate per il Giubileo. L’assessore ai Lavori pubblici Maurizio Pucci ha ricordato che si tratta di «50 milioni di euro». «Noi – ha concluso – abbiamo chiuso porte e portoni e voglio che d’ora in avanti l’amministrazione della città sia un esempio per tutto il Paese».Quelle contenute nel protocollo firmato con il Campidoglio «sono le linee guida già elaborate per Expo e che individuano i criteri con cui attiveremo gli atti e che devono esser più veloci possibile per evitare di perdere tempo perchè il tempo è poco». Lo ha detto il presidente dell’Anac Raffaele Cantone.«L’affidamento, anzi la chiamata delle imprese in caso di appalti sotto il milione di euro, sarà fatto con un sistema assolutamente casuale e con tutte le certificazioni del caso che si chiama Siproneg, e da domani mattina sarà aperto a tutte le imprese». Lo ha detto l’assessore capitolino ai Lavori Pubblici Maurizio Pucci spiegando che questo sistema che prevede il sorteggio computerizzato e quindi casuale, «è stato aperto per un mese nel corso dello scorso aprile dopo anni di chiusura, e adesso lo apriamo a tutte le imprese, che ovviamente per entrare nelle rotazioni verranno verificate». Quello dell’Anac «non è un tutoraggio. È lo stesso meccanismo previsto per l’Expo, anzi rispetto ad Expo non è stato dato al presidente Cantone il potere di darci delle direttive o delle indicazioni di carattere generale , che comunque ce l’ha nell’ambito dei nostri rapporti di collaborazione istituzionale». Così l’assessore capitolino alla Legalità Alfonso Sabella che ritiene «paradossalmente sia stato molto più tutelato l’Expo del Giubileo».

«Quello che sta per aprirsi rischia di non essere il Giubileo della misericordia ma il Giubileo della miseria, del ‘non c’è una lirà». Lo dichiara, lo riferisce una nota, Marco Matteoni, Presidente Edilizia Confartigianato Imprese Roma, «a margine dell’incontro tenutosi a Roma, al Residence Ripetta, in cui Confartigianato Roma, Acer, Federlazio e Legacoop hanno detto ‘No graziè all’organizzazione del Giubileo così come gestita da Roma Capitale». «Un Comune che ha già problemi molto gravi di cui tutti sappiamo – spiega Matteoni – dovrebbe evitare di approcciarsi a un evento importante come il Giubileo con proclami roboanti che sanno di presa in giro». «L’appuntamento inizia tra soli tre mesi – continua Matteoni – e dal Campidoglio non si sente che dire: ‘Saremo prontì. Ma pronti a cosa? La verità è che con soli 30 milioni di euro non sarà possibile fare praticamente alcunché di utile per accogliere milioni di visitatori, se non forse sturare i tombini, che però dovrebbe essere ordinaria amministrazione, non progetto infrastrutturale. E stendiamo un velo – prosegue – sul fatto che questa cifra irrisoria verrà tutta dalla casse di Roma Capitale, quindi dalle tasche dei romani, allungando i tempi di pagamento del debito: e qui chiamiamo in causa il governo, che pure dalla sua ha la ragione di non amare questa giunta. Per non dire dell’affidamento degli appalti: a procedura negoziata. Alla faccia della trasparenza tante volte sbandierata», conclude.

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