Omofobia, gay picchiato in strada: "Nessuno lo ha difeso" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Omofobia, gay picchiato in strada: “Nessuno lo ha difeso”

Prima gli insulti, poi i pugni in faccia, quelli che ti accecano e ti fanno cadere. La ruota della macchina bucata 8 giorni prima era stato un segnale, ma nulla in confronto alle botte e ai ripetuti «gay di m…» che si è dovuto sentir dire da due uomini sui 30 anni, tra l’indifferenza dei passanti. La zona è quella di una periferia romana, Primavalle, e lui è l’ennesima vittima di omofobia. La sua storia è stata denunciata dal Gay Center. «Nonostante ci fossero molte persone in zona – spiegano dall’associazione – nessuno lo ha aiutato neanche quando gli aggressori se ne sono andati. La segnalazione ci è giunta dagli amici che hanno contattato il servizio di Gay Help Line, numero verde contro l’omofobia 800 713 713. Al giovane, con cui siamo in contatto, abbiamo offerto il supporto legale e psicologico». Il ragazzo ha riportato ecchimosi su viso ed è stato curato dal pronto soccorso del Gemelli dove gli hanno dato una prognosi di 4 giorni. Il giovane si è recato anche presso le forze dell’ordine di zona dove ha esposto i fatti. «Purtroppo il clima di odio che certe parti sociali e politiche stanno creando verso i gay – spiega Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center – alimentando spesso sentimenti di paura con fantomatiche teorie inesistenti come quella gender e la completa mancanza di riconoscimento di diritti sul piano legislativo, rendono i gay socialmente sempre più vulnerabili. Il giovane di Primavalle preso a pugni è l’ennesimo episodio che dimostra come sia urgente mettere in campo azioni concrete. Una legge sulle unioni civili, una legge di contrasto all’omofobia, sono i paletti imprescindibili di una seria strategia contro le discriminazioni e la violenza. E invece si continua a rinviare. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi agisca e non temporeggi». L’assessore alle Pari Opportunità, Alessandra Cattoi, si augura che «gli autori di tale orribile azione vengano presto identificati e puniti. Sono oltre modo indignata per l’indifferenza di chi ha assistito a un episodio così violento senza alzare un dito. Noi continueremo a promuovere iniziative per diffondere sempre più la cultura del rispetto per tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento affettivo e sessuale». Gianluca Peciola, capogruppo capitolino di Sel, chiede che «si acceleri su una legge contro l’omofobia che colmerebbe un grave vuoto normativo verso il pieno riconoscimento dei diritti civili della comunità Lgbtq». Sulla stessa scia Fabrizio Panecaldo, capogruppo Pd di Roma Capitale: «Urge legge su unioni civili per cambiare verso su intolleranza». Intanto il minisindaco Valerio Barletta, in segno di solidarietà, ha esposto la bandiera raimbow sulla sede del XIV Municipio.(

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