Tassa di soggiorno, si pagherà anche sul sito house-sharing | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Tassa di soggiorno, si pagherà anche sul sito house-sharing

– Vuoi affittare una stanza per un week end a Roma? Oppure trascorrere qualche settimana in un appartamento a due passi da piazza di Spagna? Se si utilizza il sito di Airbnb ci si vedrà presto addebitare anche il costo della tassa di soggiorno. Perchè, dopo Parigi anche Roma si prepara a stringere con il sito di house-sharing un accordo per prelevare direttamente dal conto del cliente la tassa di soggiorno. In pratica, chi si rivolgerà al gruppo californiano per trovare un alloggio nella Capitale, si vedrà addebitata la tassa che poi il servizio stesso farà arrivare al Comune di Roma. I primi contatti sono stati già avviati, così come spiega l’assessore al Turismo Luigina di Liegro: «nelle scorse settimane abbiamo incontrato i responsabili di Airbnb, stiamo lavorando con loro e con l’assessorato al Bilancio di Marco Causi affinchè anche a Roma la tassa di soggiorno possa essere presto inclusa direttamente nelle transazioni del portale. Vogliamo semplificare le procedure in tema di nuove forme di ricettività e incrementare la trasparenza in questo settore. Con l’avvio di questo percorso facciamo un passo avanti decisivo, che si affianca all’importante azione realizzata dalla Regione Lazio con le nuove norme sull’accoglienza». E soprattutto questo meccanismo permetterà di abbattere la percentuale di evasione a causa della quale, rispetto ai 110 milioni di incassi previsti nel bilancio per il 2015, lo scorso anno nelle casse capitoline ne sono entrati appena 72. Inoltre, secondo le previsioni dell’amministrazione capitolina la lotta all’evasione quest’anno dovrebbe portare appena 2,5 milioni in più, oltre ai 5 milioni di maggiore gettito stimati per l’aumento da 7 a 10 euro della tassa per gli hotel a 5 stelle. Per le altre categorie di strutture la tassa di soggiorno ammonta a 3 euro al giorno per gli hotel 1- 2 stelle, a 4 euro per quelli a 3 stelle e a 6 euro al giorno per quelli a 4 stelle; i bed and breakfast, affittacamere, case per ferie, case e appartamenti vacanze il balzello ammonta a 3,5 euro al giorno, mentre per gli agriturismi e residenze turistiche alberghiere bisognerà versare 4 euro al giorno. Infine, per le strutture ricettive all’aria aperta il contributo è si 2 euro al giorno. «La riscossione della tassa di soggiorno attraverso la nostra piattaforma a Parigi, il nostro primo mercato al mondo, è il risultato di una lunga collaborazione con le istituzioni che Airbnb sta portando avanti in molte città, tra cui Amsterdam e Milano – ha spiegato Matteo Stifanelli – Country Manager Airbnb Italia -. Passi fondamentali sono stati il riconoscimento del valore dell’home-sharing e la definizione di regole chiare e semplici per chi condivide la propria casa. Siamo felici di intraprendere lo stesso percorso anche con la Città di Roma e accogliamo con favore l’apertura dimostrata dal nuovo assessore Di Liegro, auspicando di continuare a collaborare insieme per poter semplificare le regole e snellire le procedure a cui va incontro chi decide di aprire la propria casa a viaggiatori da tutte le parti del mondo».

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