Marino in Campidoglio: a breve le dimissioni ufficiali. I supporter contro il Pd: "Ci avete tolto il voto" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Campidoglio, Marino ufficializza le dimissioni. I supporter contro il Pd: “Ci avete tolto il voto”

Il M5s contro Renzi nel suo ruolo di premier-segretario. Di Battista ribadisce: "Non sarò io il candidato", i sostenitori del sindaco dimissionario al Nazareno. Rodotà: "I linciaggi non mi sono mai piaciuti"

manifestazione pro marino

“Ho ricevuto poco fa dal sindaco di Roma Ignazio Marino la lettera con cui comunica le proprie dimissioni. Le dimissioni, in base all’articolo 53 del Tuel, diventano efficaci trascorso il termine di 20 giorni”. Cosi’ la presidente dell’Assemblea Capitolina Valeria Baglio.

«Roma rivuole Marino sindaco», «Mafia capitale ringrazia il Pd e il Vaticano». Con questi ed altri cartelli alcuni manifestanti stanno protestando davanti alla sede nazionale del Pd. «Ci hanno tolto il nostro voto, il Pd ha mandato via Marino votato da noi cittadini. Lui in due anni e mezzo ha fatto quello che ‘questi quà non hanno fatto in 40 anni», dice una signora«. È un altro manifestante le fa eco: »Si è messo contro i poteri forti«.«Il Pd in questo modo ha perso tantissimi elettori – dice una sostenitrice del sindaco -, ora se lo scordano il mio voto! Io ho votato Marino perchè ho sostenuto il suo programma, contro le mille campagne denigratorie. Le pressioni politiche sono state tali e tante che lo hanno portato alle dimissioni, ma noi speriamo ci ripensi. Non è democratico questo, ma se ne rende conto il Partito Democratico?!». «Io sono un elettore del Pd – le fa eco un altro manifestante – credo nel suo operato, se il sindaco si dovesse ripresentare nel Pd voterò Pd, se il sindaco dovesse come speriamo continuare a governare con il Pd voterò Pd, altrimenti se il sindaco dovesse ricandidarsi – e lo farà – con la sua lista civica io voterò lui e non Pd». «Marino è stato licenziato dal Vaticano!», aggiunge un terzo. Davanti alla sede nazionale dei dem, ci sono tanti giornalisti e cameramen, mentre l’ingresso è presidiato dalle forze dell’ordine. «Onesta legalità e civiltà», «Marino, Roma onesta vuole te», altri manifesti mostrati. Alcune signore di mezza età attendono per vedere «chi entra a questo punto. Vogliamo vedere chi entra nel nostro vecchio partito!». «Marino ha lavorato per il ripristino della legalità e si è messo contro tutti i poteri forti. La questione degli scontrini è stata pompata da tutta la stampa di destra e di sinistra, ora si è già sgonfiata. Attendiamo che cosa dice la magistratura e la corte dei conti sottolineando che Marino non ha ancora nessun avviso di garanzia». «Bella Ciao» e «Marino, Marino», i cori intonati.

«Quali che possano essere le critiche, i linciaggi non mi sono mai piaciuti». Lo ha affermato il costituzionalista Stefano Rodotà a margine di un convegno sulla governance di Internet commentando le dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino.

«Chiediamo che Matteo Renzi si assuma la responsabilità legata al suo duplice ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri e Segretario nazionale del Pd e che pertanto informi il Parlamento circa l’indirizzo politico che questo Governo intende imprimere all’amministrazione capitolina in previsione dell’imminente inizio dell’Anno Giubilare». Così i deputati romani – Massimo Baroni, Federica Daga, Alessandro Di Battista, Roberta Lombardi, Carla Ruocco, Stefano Vignaroli – in una lettera a Boldrini. «Considerato che il commissariamento straordinario della città implica una deroga ai principi di democraticità e di autonomia che caratterizzano, nel nostro ordinamento, il sistema degli enti locali – si legge nella missiva – ci chiediamo se il Premier non ritenga necessario e improcrastinabile dare ai cittadini romani la possibilità di eleggere un Sindaco e dei consiglieri che siano reale espressione della sovranità popolare nel più breve tempo possibile in conformità alle vigenti previsioni di legge». Nella lettera alla Boldrini si ricostruiscono le vicende romane a partire dalla prima retata, del dicembre 2014, legata all’inchiesta «Mafia Capitale», passando attraverso la gestione delle casse del Comune, le infiltrazioni della criminalità organizzata, le relazioni della Corte dei Conti, degli ispettori del Mef e dell’Anac, dalle quali viene fuori l’immagine di «una macchina comunale pervasa dalla corruzione». «Entro gennaio avremo il nome del candidato sindaco» del M5s, ma «escludo di candidarmi»: lo afferma Alessandro Di Battista intervistato a «La telefonata di Belpietro» su Canale 5. «L’obiettivo numero uno del premier – premette – è far dimenticare che Marino è del Pd. Oggi il Pd, a Roma e non solo, è un partito pericoloso, non gli interessa minimamente mandare al voto i cittadini romani per avere un sindaco pienamente legittimato, ma credo che si voterà comunque in primavera, insieme alle altre grandi città». Quanto alle voci che lo vogliono come probabile candidato, Di Battista aggiunte: «Sono onorato dal fatto che moltissime persone hanno fiducia in me. Ma al di là della questione di principio, ho un mandato e lo porto a termine, preferisco continuare a occuparmi di politica estera e corruzione a livello nazionale. Escludo di candidarmi». «È tempo – prosegue – che i cittadini votino un programma, non un salvatore della patria. Amministrare Roma probabilmente è la cosa più difficile che c’è in Italia». La selezione avverrà tramite il web: «È un metodo che utilizziamo per coinvolgere i nostri iscritti, credo che anche la qualità sia aumentata moltissimo, per cui anche loro sanno che deve essere scelta una persona che ha lavorato molto su Roma, che conosce bene la macchina amministrativa e questo succederà senz’altro». «Da qui a gennaio – conclude – ci stiamo concentrando per terminare di costruire il programma per amministrare Roma». (

«Quello che il governo deve fare credo lo farà». Così l’assessore alla Legalità di Roma Capitale Alfonso Sabella risponde a chi gli chiede se abbia fiducia nel governo Renzi. 

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