Marino si difende: "Mai usato denaro pubblico per scopi privati. Ho 20 giorni per riflettere su dimissioni" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Marino si difende: “Mai usato denaro pubblico per scopi privati. Ho 20 giorni per riflettere su dimissioni”

"Mi sono dimesso per estremo rispetto verso l'autorità giudiziaria e volevo presentarmi di fronte ad essa dimissionario per chiarire i fatti che mi riguardano"

«Non ho mai usato denaro pubblico a scopo privato semmai il contrario. A New York ho incontrato chi si occupa di housing sociale al termine della mia vacanza estiva e anche se gli incontri erano istituzionali mi sono pagato l’albergo da solo», ha precisato Marino. – «Così come prevede la legge, e come detto nella mia lettera di dimissioni, pensavo e penso che ho 20 giorni per fare opportune riflessioni e verifiche sulle mie dimissioni».  – «Mi sono dimesso per estremo rispetto verso l’autorità giudiziaria e volevo presentarmi di fronte ad essa dimissionario per chiarire i fatti che mi riguardano»: così il sindaco di Roma, Ignazio Marino, in una conferenza stampa sul caso degli scontrini e delle cene istituzionali. Così il sindaco Marino nel corso della conferenza stampa in Campidoglio. – A proposito della possibilità che il sindaco abbia o meno la maggioranza in consiglio comunale Marino ha precisato che ciò «fa parte delle verifiche che bisognerà fare». – «Chi di voi ricorda con chi ha pranzato 3 mesi fa, 15 mesi fa? Io personalmente non lo ricordo. Il sindaco Marino con i suoi impegni gravosi» non può ricordare tutto. Lo ha detto il legale di Ignazio Marino, Enzo Musco, in conferenza stampa in Campidoglio accanto al sindaco dimissionario, parlando del colloquio di ieri con il pm in procura sul caso scontrini. «Il sindaco ha dato spiegazioni più che convincenti», ha aggiunto Musco, che riabilitano «la figura del sindaco Marino». «Il grande merito del sindaco è aver raccolto una quantità enorme di soldi per il restauro dei monumenti – ha detto il legale -: ha dimostrato ai magistrati di aver raccolto 10 milioni di euro e con orgoglio lo ha rivendicato». «Marino ha dato delle spiegazioni più che convincenti: è entrato da persona informata dei fatti e ne è uscito come persona informata dei fatti. Non è iscritto nel registro degli indagati», ha concluso l’avvocato Enzo Musco.I supporter del sindaco Ignazio Marino torneranno in piazza del Campidoglio domenica 25 ottobre alle 12 per chiedergli di ritirare le dimissioni.«Sulla questione degli scontrini non abbiamo accusato nessuno perchè nessuno c’era da accusare. Gli scontrini venivano registrati dopo molto tempo: non c’è alcun falso perchè si tratta di una prassi burocratica che si segue da tanto tempo, validata dal regolamento dell’Anci in merito ai rimborsi». Lo ha detto l’avvocato Enzo Musco, legale del sindaco Ignazio Marino.- «Consiglio al sindaco Marino un luogo, il migliore che ci sia, per verificare effettivamente se ha ancora una maggioranza: l’Assemblea capitolina. È lì e solo lì che vedrà davvero se c’è chi ancora si ostina a sostenerlo o no. Lo potrà vedere con i suoi occhi, tutto alla luce del Sole». È quanto dichiara Dario Rossin, vice capogruppo Forza Italia in Campidoglio.

«L’8 ottobre 2015 la democrazia e la città di Roma hanno subito una profonda ferita – si legge nella pagina FB Marino ripensaci – Il sindaco Marino, eletto con il 64% dei voti dei romani è stato costretto a presentare le proprie dimissioni a seguito di una serie di manovre politiche. Forte del massiccio consenso popolare che sta ricevendo in queste ore ritorni sui suoi passi». «Il M5S oggi si costituirà parte civile, ci costituiremo io e Roberta Lombardi ed è l’unica costituzione credibile»: così a Sky Tg24 Marcello De Vito, il consigliere comunale M5S del Comune di Roma, parlando del processo su Mafia Capitale al via il 5 novembre. Oggi nel primo filone dell’inchiesta arrivato in Tribunale l’assessore alla Legalità uscente, Alfonso Sabella, ha annunciato la costituzione di parte civile da parte dell’amministrazione comunale. «La costituzione da parte del Pd e del sindaco Marino – ha proseguito De Vito – non è credibile. Contro chi si costituiscono? Contro se stessi? Contro gli assessori che hanno nominato e che oggi sono nell’indagine? Contro il presidente dell’aula che hanno nominato e che oggi è dentro l’indagine con i dirigenti che hanno nominato? O contro i finanziatori delle loro campagne elettorali, come Buzzi, a cui Marino aveva detto che avrebbe restituito il primo stipendio da sindaco come in effetti ha fatto? È evidente che si stanno arrampicando sugli specchi».«È un thriller sulla pelle della città, sta dando un ultimo aiutino al Pd»: lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in relazione alla vicenda delle dimissioni da sindaco di Roma di Ignazio Marino.«Come annunciato il 21 settembre scorso, ho formalizzato in qualità di rappresentante legale del partito la querela per diffamazione contro il sindaco Ignazio Marino. Marino si permise di apostrofare gli esponenti di Fdi-An intervenuti all’inaugurazione di un tratto della Prenestina bis rivolgendogli l’accusa: »Voi rappresentate la mafia«. »FdI-An era intervenuta insieme ai cittadini di Tor Sapienza, che da un anno attendono che le promesse del sindaco si tramutino in opere concrete – aggiunge – e la risposta del sindaco fu degna del suo ‘stilè, lo stesso che sta mostrando in questi giorni ‘scaricandò sul suo staff di stretti collaboratori la responsabilità di aver firmato gli scontrini famigerati che lo hanno costretto alle dimissioni. Presentando questa querela, vogliamo riaffermare con decisione che nessuno può permettersi di infangare l’onorabilità e la rispettabilità del nostro Movimento, costruito da persone da sempre in prima linea nella lotta alla mafia e alla criminalità; e che mai tollereremo che un avversario politico, invece di rispondere nel merito delle questioni, tenti di tapparci la bocca vomitandoci addosso insulti gratuiti. Era già successo con il ‘rigurgito antifascistà alla Festa de l’Unità, dove riesumò dagli anni ’70 lo slogan ‘tornate nelle fogne da dove venitè, al quale cercò di rimediare con goffe e precipitose scuse. Ora ha passato il segno, e dovrà risponderne in Tribunale«.«Gli esposti presentati da M5s e Fdi contro di me sono vergognosi, scritti da persone in malafede o ignoranti». Così il sindaco di Roma Ignazio Marino durante la conferenza stampa in Campidoglio sul caso scontrini. E come esempio ha portato quello degli «scontrini riferiti alla tintoria» che, ha spiegato, «non riguardano il lavaggio dei miei vestiti ma di quelli storici dei trombettieri di Vitorchiano». I ‘Fedeli di Vitorchianò, come da tradizione, vestiti dei loro abiti storici, accolgono le massime autorità in visita in Campidoglio e presenziano alle cerimonie più importanti.

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