Amatriciana, dopo la pizza è il piatto più conosciuto al mondo | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Amatriciana, dopo la pizza è il piatto più conosciuto al mondo

– L’Amatriciana, dopo la pizza, è il piatto più conosciuto al mondo, e in un sondaggio 2014 i turisti la mettevano al terzo posto, tra i buoni ricordi di una vacanza romana, dopo la Cappella Sistina e i Musei Vaticani. Eppure in Italia sulla ricetta è ancora dibattito aperto, tra i puristi del senza cipolla e chi l’ammette nel soffritto con guanciale, pomodoro e vino bianco. Lo ha detto Antonello Colonna, orgogliosamente definitosi cuoco e non chef, nel confronto sul gustoso bucatino del borgo dell’Alto Lazio che, ieri sera a Roma presso il Tempio di Adriano, ha avuto escursioni letterarie e teatrali con la partecipazione di Luca Barbareschi, Alfonso Celotto, Filippo Patroni Griffi, Stefano Dominella e Pietro Abate. Per il cuoco-portabandiera della cucina romanesca, nonchè protagonista della serie ‘Notti da incubò su Dj Tv, «l’amatriciana è simbolo per eccellenza di Roma. Il bucatino è l’ideale e il guanciale non deve essere croccante». Ma in generale la cucina tipica, secondo Colonna, «va preservata». E rispetto all’allarme lanciato dall’Oms sui rischi di cancro correlato a possibili abusi di consumo di carni lavorate Colonna ha detto; «salviamo tutte le carni, prendiamocela coi tubi di scappamento. Fa più danni alla salute l’inquinamento». Durante la kermesse, l’attore Barbareschi ha letto brani a tema pasta di Aldo Fabrizi, Giuseppe Gioacchino Belli, Trilussa, insieme a testi del poeta Giacomo Leopardi, e del Manifesto della Cucina futurista scritto da Filippo Tommaso Marinetti. Lo scrittore Alfonso Celotto ha presentato il nuovo romanzo «Il pomodoro va rispettato», soddisfatto per la «minestra impossibile fatta con la visione di ciascun protagonista della serata».

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