Mafia capitale, al via il dibattimento. Il legale di Carminati: "Processetto", Odevaine: "Non c'è sistema mafioso". Per Buzzi niente aula | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Mafia capitale, al via il dibattimento. Il legale di Carminati: “Processetto”, Odevaine: “Non c’è sistema mafioso”. Per Buzzi niente aula

L'ex terrorista nero sarebbe pronto a parlare, fuori l'aula ressa di giornalisti e cittadini. I pm: "Avvocato inelegante". A piazzale Clodio anche Povia per promuovere il suo disco

«Questo è un processetto dopato, drogato da una campagna mediatica ma dietro c’è una regia precisa». È quanto afferma l’avvocato Giosuè Naso, difensore di Carminati, Bruggia e Testa, intervenendo in aula alla prima udienza del processo mafia capitale.Il penalista ha preso la parola per presentare un’istanza contro la decisione del tribunale di non concedere a Riccardo Brugia, uomo legato a Carminati, e al commercialista Franco Testa la presenza in aula durante tutto il processo. «Sulla posizione di Carminati nulla questio – ha proseguito Naso – in quanto in regime di 41 bis ma questo discorso non può valere per gli altri miei due assistiti». Rivolgendosi al presidente del tribunale, Rosanna Ianniello, Naso ha proseguito: «Io la stimo come una dei migliori presidenti del tribunale ma dire che per ragioni di sicurezza i miei clienti non possono stare in aula rischia di far cadere il mito che ho di lei. Con lei ho fatto per 30 anni processi molto più seri di questo come quelli per terrorismo. Processi svolti in serenità e in tranquillità». Il penalista ha proseguito affermando che Testa «cosa ha per essere pericoloso, poteva stare a Rebibbia e, le assicuro, in questo momento per lui il processo è un fatto secondario in quanto ha un figlio piccolo ammalato che per colpa di questa vicenda giudiziaria sta peggiorando». Naso ha concluso dicendo che la decisione di allontanare da Roma Brugia e Testa rende «impossibile» per lui la difesa degli imputati. Alla luce di ciò il penalista ha chiesto il trasferimento a Rebibbia dei due imputati dalla prossima udienza. Una richiesta su cui ora il tribunale è chiamato a prendere una decisione. Prime scintille in aula con botta e risposta in aula tra l’avvocato di Massimo Carminati, Giosuè Naso, e il pm Giuseppe Cascini, uno dei titolari dell’indagine su Mafia Capitale. Rispondendo a quanto affermato dal penalista che ha definito «un processetto» il procedimento che inizia oggi, Cascini ha ribattuto: «Tutti i processi sono molto seri e tutti gli imputati vanno rispettati. Non è elegante e non rispettoso per i detenuti dichiarare che questo è un processetto. Io ho uno stile diverso e non vado per i corridoi a dire a tutti i presidenti di tribunale che incontro che sono i migliori». Rispondendo alle varie istanze di nullità presentate dai difensori e relative alla mancata presenza in aula di Salvatore Buzzi, Riccardo Brugia e Franco Testa, Cascini ha definito «equilibrata la decisione del Tribunale e qui va mantenuta». Il tribunale si è ritirato in camera di consiglio per decidere su questo punto. Luca Odevaine ha lasciato il tribunale dopo aver chiesto l’autorizzazione al tribunale. – «Massimo Carminati in questo processo parlerà, è intenzionato a difendersi in modo diverso dal solito perchè vuole chiarire un sacco di cose e lo farà». È quanto annuncia l’avvocato Giosuè Naso, difensore dell’ex terrorista che secondo la Procura di Roma sarebbe a capo del clan di Mafia Capitale. A pochi minuti dall’inizio della prima udienza, Naso afferma che il suo cliente, che dal giorno dell’arresto non ha mai parlato con i pm, quando toccherà a lui sarà pronto a parlare davanti ai giudici della X sezione penale. «Di tutta questa storia a Carminati ha dato particolarmente fastidio – ha aggiunto Naso che già oggi in aula solleverà una serie di eccezioni preliminari – il fatto che il suo nome sia stato accostato alle parole ‘mafià e ‘drogà. Con la mafia non c’entra proprio nulla e la droga gli fa veramente schifo. E non parliamo delle armi che non sono mai state trovate». Il penalista ha commentato anche le prime sentenze arrivate in settimana e in particolare il fatto che il gup Anna Criscuolo abbia riconosciuto ad un collaboratore di Buzzi, Gammuto, l’aggravante mafiosa. «Si tratta di una decisione ampiamente attesa, arrivata in forma assolutamente tempestiva. Noi da un anno stiamo aspettando di comparire davanti al tribunale – conclude – e, guarda il caso, gli immediati verranno celebrati proprio alla vigilia di questa sentenza gup e dell’arresto di alcuni giorni fa della dirigente Eur Spa, Clelia Logorelli, per corruzione. Questo per far capire il clima. Secondo me c’è una regia facilmente identificabile che vuole tutto questo. In aula lo dirò a chiare lettere».- Salvatore Buzzi assisterà oggi alla prima udienza del maxiprocesso per Mafia Capitale in video conferenza dal carcere di Tolmezzo (Udine), ma non rilascerà dichiarazioni. Lo ha confermato il suo legale Alessandro Diddi prima di entrare in tribunale. «Chiederemo al Tar di annullare il divieto di assistere di persona alle udienze, Buzzi non è in un carcere di massima sicurezza e a queste condizioni questa non è una difesa – ha detto Diddi -. Inoltre Chiederemo il patteggiamento e stavolta sarà il giudice a decidere senza necessità del parere della procura. Se ci danno il patteggiamento facendo cadere l’accusa di associazione mafiosa ce ne usciamo tranquillamente dal processo». «Questa non è mafia, la mafia è una cosa seria. Questo processo doveva chiamarsi Corruzione Capitale». Lo ha detto entrando in tribunale a Roma Fabrizio Gallo, avvocato di Roberto Lacopo, il benzinaio gestore dell’area di servizio di Corso Francia considerata una delle basi di Massimo Carminati, presunto capo di mafia capitale. Lacopo è accusato di associazione mafiosa e altri reati. «Ho fatto degli errori, ho ammesso le mie responsabilità e ora sto collaborando con i magistrati». È quanto afferma Luca Odevaine parlando a margine del processo per Mafia Capitale che lo vede imputato di corruzione. L’ex membro del Tavolo nazionale sull’immigrazione ha ribadito «di essere dalla parte delle istituzioni».«Odevaine un pentito? Più che altro una persona che ha commesso degli errori, ha ammesso le sue responsabilità in relazione a delle dazioni di denaro e sta collaborando con i magistrati. Anche questa volta ha scelto di stare dalla parte della giustizia», ha detto Luca Petrucci, legale di Luca Odevaine, ex componente del Tavolo nazionale immigrazione, considerato dai Pm di Roma a libro paga di Mafia Capitale. Odevaine alla vigilia del maxiprocesso ha ottenuto gli arresti domiciliari dopo 11 mesi di carcere.A Roma non c’è un sistema mafioso che gestisce la città». È quanto afferma Luca Odevaine parlando a margine della prima udienza del processo che lo vede imputato per corruzione. L’ex membro del Tavolo nazionale sugli immigrati ha aggiunto che a Roma «le cose si trascinano» ma «io non c’entro nulla con Carminati: affronto serenamente questo processo dopo un percorso che mi ha portato anche a collaborare con i magistrati». I giudici della X sezione penale hanno respinto tutte le istanze di nullità presentate alcuni difensori nella prima udienza del maxiprocesso a Mafia Capitale. Il presidente Rosanna Ienniello ha disposto, in sostanza, che Riccardo Brugia, Franco Testa e Salvatore Buzzi possano seguire il procedimento solamente in collegamento audiovisivo. «Parteciperanno in videoconferenza – ha ribadito la Ienniello – una modalità che non lede in alcun modo il diritto dell’imputato di partecipare al dibattimento». Lo stesso magistrato inoltre, ha confermato che i tre imputati non saranno trasferiti a Rebibbia, come richiesto dai loro legali (Alessandro Diddi per Buzzi, e Bruno Giosuè Naso per Brugia e Testa).«Siamo venuti a vederli in faccia questi di mafia capitale». Sintetizza così, una cittadina, il pensiero di molti dei comuni cittadini venuti oggi nell’Aula Vittorio Occorsio per la prima udienza del maxiprocesso a Mafia Capitale. Quasi persi in una miriade di giornalisti, avvocati, parenti o amici di imputati ed esponenti politici e di associazioni antimafia ci sono alcuni romani che hanno voluto essere presenti. «Sono venuto per curiosità – dice un giovane studente -, dopo tanti mesi a leggerlo sui giornali e a vederlo in tv volevo esserci». Per alcuni la delusione di non vedere se non in videoconferenza i principali imputati, come Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, un’assenza prevista da molto tempo. Certo non si sono viste file all’ingresso per il pubblico del Tribunale, aperto dalle 8 di mattina. – Anche il cantante Povia davanti al Tribunale di Roma per promuovere il prossimo CD «contro l’Euro» – così lo ha definito – sfruttando la presenza massiccia della stampa alla prima udienza del maxiprocesso Mafia Capitale. Reso celebre qualche anno fa da «I bambini fanno oh», Povia ha intonato alcune strofe di una sua nuova canzone. Un intermezzo divertente per le decine di reporter che stazionano da ore fuori del Tribunale, con l’inviato delle Iene Enrico Lucci che mentre intervistava Povia ha schiaffeggiato affettuosamente ma sonoramente uno dei presenzialisti tv che si piazzano sempre a favore di telecamera. – «No bavaglio» recita lo striscione portato dalla Federazione nazionale stampa Italiana (Fnsi), il sindacato dei giornalisti, davanti al Tribunale di Roma a sostegno dei 93 cronisti denunciati da un gruppo di avvocati difensori di imputati nel maxiprocesso Mafia Capitale per aver diffuso le intercettazioni telefoniche. Con alcuni giornalisti sono presenti anche rappresentanti dell’associazione Articolo 21 a difesa della libertà di stampa, come il direttore Stefano Corradino e l’ex parlamentare del Pd Vincenzo Vita.

– Da circa tre ore decine di fotografi e giornalisti e operatori delle tv sono all’esterno del Tribunale di Roma, all’ingresso di via Varisco, in attesa di sapere se e con quali modalità il collegio del maxiprocesso per Mafia Capitale permetterà di prendere immagini all’interno del Tribunale e dell’aula. Tra loro anche diverse troupe di testate straniere, come quelle delle agenzie di stampa France Press (Afp) e la britannica Reuters.

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