Piazza Navona, pugno duro con la Befana: dopo l'anticorruzione anche il commissario Tronca vuole annullare la gara | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Piazza Navona, pugno duro con la festa della Befana: dopo l’anticorruzione anche il commissario Tronca vuole annullare la gara

Decisione destinata a penalizzare soprattutto la famiglia Tredicine, imprenditori del commercio ambulante monopolisti con i camion bar ed espulsi dal centro da Marino

– Il pugno duro del commissario di Roma si abbatte sulla Befana di Piazza Navona. Il prefetto Francesco Paolo Tronca ha chiesto al I Municipio della capitale – quello del centro storico – di annullare la gara per l’assegnazione dei posti vendita per la festa a causa di «irregolarità formali e sostanziali». L’indagine interna del Campidoglio ha raggiunto la stessa conclusione di quella dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), richiesta di un parere. Sono emersi chiari profili di irregolarità amministrativa – ha fatto sapere l’Authority guidata da Raffaele Cantone – e scelte «non pienamente in linea con il quadro normativo». Tronca ha così chiesto al I Municipio «di esercitare il potere di autotutela per l’annullamento degli atti relativi al procedimento di gara». Una decisione destinata a penalizzare soprattutto la famiglia Tredicine, imprenditori del commercio ambulante semimonopolisti a Roma soprattutto con i camion bar – espulsi dal centro dalla Giunta Marino – e che avevano ottenuto la metà dei banchi a piazza Navona. Il I Municipio aveva già sospeso l’assegnazione. Un esponente dei Tredicine, Giordano, ex consigliere comunale di Forza Italia, è imputato nel processo per Mafia Capitale. La Befana di piazza Navona potrebbe quindi comprendere solo giochi e spettacoli, come nell’ultima edizione. «Sarà sempre più improntata al decoro e alla qualità», dice la presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi (Pd). Secondo indiscrezioni, Emergency e altre Ong umanitarie potrebbero fare una proposta per gestire la Festa. Intanto primi effetti dell’ordinanza di ieri di Tronca sui ‘centurionì, che hanno sciolto i ranghi e si sono dileguati dalle piazze principali del centro, vicino ai monumenti più famosi. Il commissario ha vietato ai figuranti in costume da legionario romano di chiedere soldi ai turisti per una foto, a volte importunandoli. Ma i centurioni sono pronti a continuare nelle vie secondarie la loro attività e alcuni di loro hanno protestato a Fontana di Trevi, tutti in abiti civili tranne uno. «Ci sentiamo licenziati in tronco e senza motivo», hanno detto. Ci sarebbe scappato qualche saluto romano fascista. Per scimmiottare «il regime che si è instaurato», ironizzano. Dal centro della capitale sono spariti anche i risciò, oggetto di un altro divieto nell’ordinanza del commissario straordinario, «a tutela della sicurezza urbana e del decoro» in vista dell’imminente Giubileo. Alcuni sono stati sequestrati al Colosseo, a piazza di Spagna e piazza Venezia. Stamani davanti all’Anfiteatro Flavio c’erano solo turisti, vigili e forze dell’ordine, tra cui anche la Guardia di Finanza. L’ordinanza firmata da Tronca ha vietato pure i cosiddetti «saltafila» o procacciatori, ovvero «l’attività su suolo pubblico di intermediazione e promozione di tour turistici e vendita di biglietti per l’accesso a musei e siti di interesse storico, artistico o culturale». Puniti perchè fanno concorrenza sleale.

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