Comunali, pressing del Pd su Giachetti. E Fassina apre la campagna | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Comunali, pressing del Pd su Giachetti. E Fassina apre la campagna

«Un cortocircuito che illumina le attese e brucia i timori. L’ombra di un azzardo che ci rincorre. La luce di una speranza che anticipa il destino». Brani di un post di Roberto Giachetti su Facebook che qualcuno commenta così: «Ma allora ti candidi a sindaco di Roma?». Il vicepresidente Pd della Camera non parla, ma cresce la pressione su di lui perchè accetti di correre per il Campidoglio. Ieri la vicesegretaria nazionale Pd Debora Serracchiani ha detto «non mi dispiacerebbe. Lo stimo tantissimo e credo che possa fare un grande lavoro per la città». Oggi la deputata renziana romana e molto vicina al premier Lorenza Bonaccorsi dice semplicemente «è ovvio che è la persona giusta». «Sono necessarie le primarie di coalizione – dichiara invece il deputato ed ex segretario romano Dem Marco Miccoli, già dalemiano -. Le strade in solitaria ci porterebbero inevitabilmente alla sconfitta. Quando avrò un quadro completo deciderò chi sostenere». Matteo Renzi ha detto che di candidature si parlerà dopo il 20 gennaio, dopo le riforme. Della stessa opinione Beppe Fioroni, cattolico Pd. «Giachetti è un amico – aggiunge -, è stato con me nella Margherita e gli voglio bene». Giachetti è «un vecchio e caro amico» anche per Claudio Mancini, membro dell’assemblea nazionale, «siamo iscritti allo stesso circolo del Pd a Monteverde ma la discussione si aprirà a gennaio come ha detto Renzi». «Il Campidoglio versa in una situazione strutturalmente molto complicata e degradata, governarlo è quasi impossibile anche per i supereroi della Marvel – argomenta Marco Causi, parlamentare già veltroniano e vicesindaco nell’ultimo scorcio della giunta di Ignazio Marino -. Per me Giachetti è più bravo dei supereroi della Marvel, ma non è una questione di candidature bensì di progetto». Secondo persone che ci hanno parlato il premier e segretario Pd sarebbe convinto che l’ex radicale sia la persona giusta da lanciare nella durissima sfida contro l’M5S in testa nei sondaggi e un centrodestra ancora senza candidato. Ma Giachetti, anticomunista da sempre – quasi quanto è romanista – potrebbe non avere vita facile nel Pd romano, fino a non molto tempo fa egemonizzato dalla ‘dittà bersaniana. Di lui si raccontano scontri feroci in direzioni nazionali anche notturne del Pd con Roberto Speranza, minoranza dem, e soprattutto con Stefano Fassina, fuoriuscito e candidato sindaco di Sinistra Italiana. Il quale domani aprirà la campagna inaugurando il suo comitato elettorale a Torpignattara, in periferia. «Il Pd sceglierà e se Giachetti sarà candidato ci confronteremo alle elezioni», dice Fassina. E sull’ipotesi primarie di coalizione afferma: «Il Pd del Nazareno prima ha rotto la coalizione che sosteneva l’amministrazione Marino, poi ha chiuso l’esperienza Marino dal notaio: il Pd di Roma è inaffidabile per costruire un progetto di cambiamento e di ricostruzione morale, economica e politica della città».

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