Fials: "Collasso pronto soccorso colpa del piano di rientro" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Fials: “Collasso pronto soccorso colpa del piano di rientro”

«C’era da aspettarselo che con la penuria di personale sanitario dovuta al blocco del turnover, la chiusura di migliaia di posti letto, le liste d’attesa interminabili per l’accesso alle prestazioni diagnostiche e la riconversione di ospedali in case della salute, strutture non in grado di fare fronte alle emergenze, si arrivasse facilmente al collasso dei pronto soccorsi. È chiaro che la Regione Lazio oltre a dover mettere in campo forze che facciano fronte all’emergenza deve assolutamente rivedere il piano per il rientro dal deficit sanitario perché risulta platealmente inadeguato alle esigenze attuali». Lo riporta una nota della Segreteria provinciale Fials di Roma che aggiunge: «Non è il primo anno che l’incidenza influenzale stagionale porta alla ribalta delle cronache pronto soccorsi intasati, pazienti che giacciono a terra per carenza di lettighe e di letti veri e propri. Il programma del piano di rientro è stato stilato nel febbraio 2007 e da quel momento ogni piano di assunzioni messo in campo non ha risposto alle necessità dei territori e degli utenti che vi abitano. Le criticità sono evidenti oltre ogni ragionevole dubbio. Quanto al precariato di operatori sanitari e medici che viene chiamato in campo all’occorrenza questo non è sufficiente a soddisfare le richieste di intervento. Inoltre è sotto gli occhi di tutti che i piani di riordino dell’emergenza sono slegati e disarticolati dal contesto in cui operano. I grandi ospedali sembrano sopraffatti dalla carenza di personale mentre – prosegue la nota – ci sono strutture periferiche dove la presenza di pazienti è minima. Vale a dire che la riorganizzazione del sistema sanitario regionale non c’è stata e non c’è ancora ». «Chiediamo pertanto al presidente Zingaretti, ancora commissario ad acta al piano di rientro dal deficit di fornire risposte esaurienti sulla questione emergenza e provvedere a risolvere il nodo della ristrutturazione e dell’organizzazione dell’offerta sanitaria. Già, perché siamo davanti all’ennesimo esempio del flop delle case della salute – conclude la nota di Fials – Esempio deludente che nessuna campagna propagandistica potrà nascondere».

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