Crollo Flaminio, ingegnere: "Equilibrio instabile". Minisindaco Gerace: "Verifiche siano veloci" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Crollo Flaminio, si temono altri cedimenti del palazzo. Minisindaco Gerace: “Verifiche siano veloci”

Dopo la tragedia sfiorata l'amministratore del condominio sottolinea come per adesso "è tutto fermo fino al dissequestro dello stabile"

Tutto fermo. Come due giorni fa, dopo che tre piani di uno stabile sul Lungotevere Flaminio sono crollati. I detriti sono ancora lì, il palazzo è sotto sequestro e gli inquilini dormono altrove. La paura, adesso, è che ci siano altri cedimenti, che se dovesse venire a piovere possa aumentare il rischio di crolli, a partire dal quarto piano, su cui poggiano i detriti dei tre piani collassati. «Lo stabile è sotto sequestro – spiega Vincenzo Marcialis, amministratore del condominio – Da adesso la responsabilità non è più mia. Siamo fermi. Ora fin quando non ci sarà il dissequestro non si potrà procedere con la messa in sicurezza e la rimozione dei detriti». E ancora: «Ieri durante la riunione di condominio abbiamo deciso di nominare degli avvocati per tutelare il condominio. Ora stiamo cercando la ditta che dovrà eseguire la messa in sicurezza». Comprende le preoccupazioni degli inquilini sul rischio di altri crolli il minisindaco Giuseppe Gerace, competente sul territorio in cui si trova il palazzo: «se è giusto che non si tocchi nulla per consentire le indagini, è anche vero che, con il peso delle macerie lasciate lì e l’eventualità che piova, potrebbe aumentare il rischio di ulteriori crolli. Mi faccio portavoce della richiesta alle autorità competenti di fare le verifiche il prima possibile per ridurre questi rischi». A conferma di questi timori, le parole dell’ingegnere Andrea Ciacchella, residente del palazzo: «Attualmente c’è un equilibrio instabile, se ci sono piccole variazioni che vanno a innescare nuove criticità, come pioggia, neve, una piccola scossa di terremoto, il rischio esiste. Spero che l’inerzia non vada a trasformare una ordinaria attività di cantiere, in una situazione tecnicamente gestibile, in un problema peggiore». Altri condomini temono addirittura il rischio di un vero e proprio disastro: che il quarto piano non regga e venga giù l’intero palazzo. Per questo auspicano un intervento rapido dei periti che il tribunale si appresta a nominare per poter procedere al dissequestro e alla rimozione dei detriti. Interventi di messa in sicurezza che saranno tutti a spese del condominio. I fari dell’inchiesta, intanto, rimangono puntati sui lavori di ristrutturazione in corso nell’appartamento del quinto piano, dove sarebbero stati eliminati tutti i tramezzi, e sul sovraccarico del sesto, sulla cui terrazza – hanno raccontato alcuni testimoni – sembra ci fosse «una vera e propria giungla di piante», con vasi di cemento pieni di terra e acqua. Il sostituto procuratore Antonella Nespola, titolare del fascicolo nel quale si ipotizza il reato di crollo colposo di edificio, ha posto sotto sequestro tutta la documentazione acquisita due giorni fa dai vigili urbani, compresa la Cila, la comunicazione per i lavori di ristrutturazione dello stabile al quinto piano che – stando a quanto afferma il minisindaco Gerace, «dal punto di vista della procedura amministrativa era stata fatta come doveva essere fatta». L’intenzione degli inquirenti, dopo aver ascoltato l’amministratore del condominio, è sentire anche i proprietari degli appartamenti interessati dal crollo ed in particolare quello del quinto piano.

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