Gabrielli: "Per i cittadini Municipi come un bluff, trasformarli in Comune. Sogno Roma come Washington DC" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Gabrielli: “Per i cittadini Municipi come un bluff, trasformarli in Comune. Sogno Roma come Washington DC”

– «Da parte dei cittadini i municipi vengono avvertiti come un bluff perchè nutrono un’aspettativa di risoluzione dei problemi ma nel 99% dei casi questa funzione di front office da loro svolta non è in grado di fornire soluzione immediate». Così il prefetto di Roma Franco Gabrielli durante l’iniziativa di Unindustria in cui si è proposto uno studio per una nuova governance della Capitale.«Fino all’8 dicembre – spiega- , data in cui ho deciso di sospendere questa attività, ho tenuto 42 incontri con municipi e comitati davvero formativi. Qualcuno pensava che fossero i prodromi di una mia candidatura a sindaco ma ho cercato di spiegare in tutte le salse che non è la mia aspirazione». Citando poi Humphrey Bogart il prefetto precisa: «Bisogna dirci che ‘questa è l’Italia, bellezzà ma non possiamo rassegnarci a non fare niente. Dobbiamo cioè essere consapevoli delle difficoltà del nostro Paese ad approcciare il bene comune ma dobbiamo tentare di superare i particolarismi». «Credo che in questa organizzazione Roma come capitale debba avere un trattamento diverso. Immagino Roma DC (un distretto come Washington DC, ndr) non come un Comune ma una specie di governatorato, con dei poteri che esulino dallo strumentario che oggi conosciamo». Lo ha detto il prefetto di Roma Franco Gabrielli durante l’iniziativa di Unindustria in cui si è proposto uno studio per una nuova governance della Capitale. «Questa è la ‘city’ – spiega – che vive di problemi, criticità, di una complessità morfologica storica e sociale che non ha eguali nel mondo: ha tre ambasciate (Repubblica, Santa sede e Fao), una patrimonio artistico, culturale e storico, dove ci sono conflitti allucinanti tra sovrintendenze comunali e statali per i quali bisogna fare accordi come tra stati esteri». «Questa capitale è anche la mia, che sono di Massa Carrara – prosegue Gabrielli – e ho l’aspettativa che sia una cosa che va al di là del patrimonio dei romani, ma anche dell’umanità. Per la parte che deve essere governata con una visione non localistica, necessita di strumenti che non sono tra gli strumenti ordinari».Lo studio è stato presentato durante l’iniziativa ‘La città metropolitana di Roma capitale: opportunità per uno sviluppo economico e sociale sostenibilè. Tra i presenti anche il prefetto di Roma Franco Gabrielli, i candidati sindaco di Roma Stefano Fassina e Alfio Marchini, il deputato Pd Roberto Morassut e il senatore Gaetano Quagliarello. «Da parte della politica, fino a questo momento, non abbiamo una proposta unitaria e convincente per arrivare a una crescita della competitività del sistema delle imprese sul territorio del Lazio – commenta Stirpe – Palare di azioni richiede una chiarezza sugli aspetti istituzionali. Bisogna capire bene, dopo la creazione della Città metropolitana e degli enti di area vasta, i ruoli di ognuno. Questo ancora non è un progetto compiuto, queste modifiche costituzionali debbono essere percepite dai cittadini in modi diversi». Secondo il presidente di Unindustria i cittadini «pensano che si stiano creando, mano a mano che ci avviciniamo ai confini della regione, cittadini e imprese di serie b, rispetto a chi è nel cuore del territorio». Per questo, «l’assetto che si sta ipotizzando va perfezionato per evitare di creare queste polarizzazioni» dice Stirpe. La mia proposta? «È diversa anche da quella che presentiamo stamattina: delimiterei un comune di Roma all’interno delle Mure Aureliane, il territorio esterno lo farei coincidere con la Città metropolitana del Lazio, che assorbirebbe la Regione Lazio, perchè per parlare di politica industriale dovremmo avere un interlocutore unico» conclude il numero uno di Unindustria.

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