Città giudiziaria, Fpc Cisal: "E' emergenza assoluta" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Città giudiziaria, Fpc Cisal: “E’ emergenza assoluta”

«Questa organizzazione sindacale deve stigmatizzare, suo malgrado, il perdurare di una situazione di assoluta emergenza all’interno della più grande città giudiziaria d’Europa, dove risiedono la Procura della Repubblica e il Tribunale di Roma». Così il segretario generale della Fpc Cisal, Paola Saraceni, in una nota. «Le problematiche sono molteplici a partire -continua Saraceni- dalla carenza degli organici del personale amministrativo che, complice il blocco delle assunzioni e del turn over, sono andate crescendo negli anni: basti pensare che nel 2010 le unità previste erano 606 per la procura e 1.278 per il Tribunale, a fronte di una presenza effettiva di, rispettivamente, 575 e 1.021 impiegati; nel 2015, a fronte di un fabbisogno di 606 e 1.198 dipendenti, la consistenza degli organici era di 487 e 814 rispettivamente». Per Saraceni, «una situazione evidentemente insostenibile, che ha portato a una crescita spropositata dei procedimenti pendenti contro noti presso la Procura, passati dai circa 62mila del 2008 agli oltre 100mila del 2015». «Tutto ciò ha significato e significa un aumento esponenziale dei carichi di lavoro del personale, costretto ad operare in un contesto di totale e perenne emergenza, mentre il servizio reso ai cittadini, a causa dei ritardi suddetti, peggiora di giorno in giorno», sottolinea. «A fronte di quanto sopra, dobbiamo anche constatare -rimarca Saraceni- che le recenti innovazioni tecnologiche, il Pct (processo civile telematico) e l’applicativo Sicp (il registro informatico per le notizie di reato) non solo non hanno snellito le procedure come era nelle previsioni, ma le hanno addirittura rese più lunghe e laboriose, aggravando oltremodo il lavoro del poco personale presente». «Crediamo che queste disfunzioni, ormai cronicizzate -osserva la sindacalista- potranno essere superate soltanto con l’adozione di interventi radicali di natura strutturale. Occorrerà prevedere un consistente numero di assunzioni, di giovani preparati e motivati, in deroga ad ogni blocco delle assunzioni, attesa la situazione di emergenza totale in cui si trova la giustizia italiana». «Ma, soprattutto, sarà necessario stilare il nuovo ordinamento professionale di tutto il personale giudiziario, così da prevedere nuovi profili di elevata professionalità, adeguati alle mutate esigenze del sistema (l’informatizzazione in primis), che andranno a colmare le paurose attuali lacune degli organici, al fine di riallineare il livello del servizio giustizia a quello di un Paese civile», conclude.

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