Comunali, si inasprisce lo scontro nel centrodestra. Meloni: "Le primarie si facciano ovunque" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Comunali, si inasprisce lo scontro nel centrodestra. Meloni: “Le primarie si facciano ovunque”

– Il nodo, ancora tutto da sciogliere, del candidato del centrodestra a Roma inasprisce lo scontro tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Con Matteo Salvini che rilancia la richiesta di primarie ovunque: «Dove la politica non riesce a farlo, facciamo decidere i cittadini. Se il centrodestra vuole vincere deve correre unito, è molto semplice – sostiene -. Ascoltare i cittadini va sempre bene, ovunque da nord a sud, chi ha paura di confrontarsi con i cittadini vuol dire che ha sbagliato a far politica. Faremo gazebo ovunque, i problemi in Italia si chiamano Renzi, disoccupazione, immigrazione e le beghe dei partiti interessano poco, a me in primis». Per il leader della Lega, che ha voltato le spalle alla candidatura unitaria di Guido Bertolaso e ha organizzato una consultazione popolare, la verità è che «a Roma non ha vinto nessuno. Ed è per questo – spiega – che io credo che la soluzione possano essere le primarie: se Bertolaso vincesse le primarie, per me andrebbe bene». Intanto, però, il vincitore ai suoi gazebo (pur senza sfondare) è stato il civico Alfio Marchini, già sostenuto da parte del centrodestra romano. Nel limbo dei difficili equilibri politici, Guido Bertolaso resta a galla e rivendica: «Ho una storia d’impegno e sono stato richiamato dalla politica perché la situazione di Roma è insostenibile. Degrado, debiti, processi per mafia, sporcizia. Berlusconi, Meloni e Salvini sono l’impegno della politica per restituire la città ai cittadini di Roma e al mondo, Bertolaso è l’uomo che dovrebbe farlo. La politica ha le sue diversità, il mio obiettivo è unico e unitario». Per il governatore forzista della Liguria, Giovanni Toti, «un problema locale, seppur importante, non può condizionare tutti gli accordi a livello nazionale. Ognuno deve sacrificare qualcosa per ritrovarsi più forte nella casa comune. Berlusconi ci sta già dando la risposta, sta lavorando con enorme dedizione, con ragionevolezza, pazienza, sacrificando anche il mero interesse del suo partito per il bene della coalizione». Ncd parte all’attacco: «Il centrodestra a Roma è alquanto imbarazzante – tuona Fabrizio Cicchitto -: Berlusconi e Salvini lanciano e allo stesso tempo bruciano candidature e nomi non per Roma ma per chi potrà essere in futuro il leader del centrodestra. È un’arte davvero assurda». Intanto il leader della Lega, a Bologna, ancora una volta è vittima di pesanti contestazioni: oggi, ad accoglierlo, c’è un fantoccio a testa in giù con una maglia verde e la sua foto sulla faccia, opera di un collettivo antagonista. «Mi ha telefonato Lucia Ronzulli, esponente di Forza Italia per tastare il terreno. Sono molto preoccupati dopo il risultato delle consultazioni di Matteo Salvini», fa sapere il candidato sindaco de La Destra Francesco Storace. Alfio Marchini, forte del risultato guadagnato dai gazebo leghisti, tira dritto e continua la sua campagna elettorale.

«Non sarebbe così entusiasmante candidarsi a sindaco di Roma al settimo mese di gravidanza per mettere pace nell’asilo del centrodestra. Vedo molta confusione. C’è chi cerca di risolvere i problemi e chi li crea». Così il presidente di FdI Giorgia Meloni a Ballarò sul nodo della candidatura romana al Campidoglio.(«L’ho sempre considerata un’estrema ratio e continuo a considerarla così. Una scelta che per me sarebbe molto difficile fare». Così il presidente di FdI Giorgia Meloni, ospite di Ballarò, risponde sulla possibilità che si candidi lei a sindaco di Roma. «Io non l’ho mai escluso – ha aggiunto -, l’ho sempre considerata una estrema ratio. Mi rendo conto che sarebbe una soluzione facile per tutti, fuorché per me. E penso che soprattutto le donne si possano rendere conto di quello di cui parlo. Perché tendenzialmente i maschi ti guardano e ti dicono ‘che ci vuole? Mica sei malata?’. Invece – ha affermato – c’è uno stress psico-fisico… non è una cosa facile in campagna elettorale. Ho sempre detto che preferisco un’altra soluzione, poi ho sempre messo l’interesse dei cittadini romani al primo posto». – «Guido Bertolaso, che è certamente una scelta non facile per la campagna elettorale, tra tutti i nomi che abbiamo fatto è quello che potrebbe governare meglio Roma. Parliamo di uno che ha lavorato alla rimozione dei rifiuti a Napoli, ha immediatamente risolto il problema di qualche migliaio di sfollati a L’Aquila, ha passato gli ultimi cinque anni a curare i bambini in Africa. Direi che, rispetto ai curricula media che la politica candida, non c’è da vergognarsi di Bertolaso. O almeno così mi pareva l’avessimo messa». Così la presidente di FdI Giorgia Meloni a Ballarò. «È stato fuoco amico quello che è arrivato dal giorno dopo che Bertolaso è stato messo in campo – ha risposto Meloni -. A lui è stato chiesto di candidarsi, con un comunicato firmato da tutti i leader della coalizione. Poi dal giorno dopo si è detto che ‘Bertolaso non va bene’, che è un atteggiamento curioso anche nei confronti di questo signore».«I gazebo sono un’iniziativa interessante, di visibilità del partito della Lega, cosa diversa dalle primarie che io avevo proposto e a cui mi era stato detto di no anche da Salvini. Io chiedo di chiarire se Bertolaso è o non è il candidato unitario della coalizione». Così il presidente di FdI Giorgia Meloni a Ballarò. «Vogliamo fare delle primarie? Perfetto. Facciamole con regole unitarie – spiega -. Anche sulle regole bisogna capirsi. Se la Lega volesse allargare i diritti di voto ai cinesi, cioè agli extracomunitari residenti, io non sarei d’accordo. Quindi bisogna parlare delle regole, poi io sono d’accortissimo a fare le primarie in tutta Italia se non c’è un candidato unitario».

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