Giachetti: "Candidare persone pulite, subito squadra". Ma è polemica sull'affluenza flop. Scivolone di Orfini: "Stavolta no Mafia" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Giachetti: “Candidare persone pulite, subito squadra”. Ma è polemica sull’affluenza flop alle primarie. Scivolone di Orfini: “Stavolta no Mafia”

Hanno votato alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Roma 47.317 persone: 43.607 i voti validi, 2.866 le schede bianche, 843 quelle nulle, 1 quella contestata

nte che «io sono una persona onesta, che ho le mani libere e che voglio rilanciare questa città». Roberto Giachetti ha le idee chiare e al Pd lo dice nettamente: «Fate una lista di persone pulite, belle e al di sopra di ogni sospetto, una lista di persone di cui tutti saremo orgogliosi in campagna elettorale». Perché Bobo ne è consapevole: «Roma e i romani un’altra occasione non ce la daranno. E hanno ragione loro: ora è il Pd che deve dimostrare di aver capito gli elettori». Poi una promessa: «In giunta con me porterò solo persone competenti e appassionate, che presenterò alla città 15 giorni prima del voto». Insomma non vuole essere un uomo solo al comando, vuole una squadra vera. Memore dell’esperienza maturate nelle giunte Rutelli. Ai media Giachetti fa una richiesta: «Oscurate le polemiche e incalzateci sui programmi, fatelo per la nostra città. Io voglio che nei bar, per la strada e negli autobus si parli delle idee per Roma e si veda il 5 giugno non come il solito appuntamento elettorale che interessa solo ai capibastone, ma come il punto di svolta della storia di questa città». Nel pomeriggio arrivano i dati definitivi sull’affluenza e le preferenze: i voti presi da Giachetti sono stati quasi 28mila, per un totale di circa 47mila votanti. Un risultato esiguo se si pensa che alle primarie del 2013 votarono 100mila persone e Ignazio Marino prese circa la metà dei voti. Ma Giachetti ai microfoni del Tg1 si chiede: «Chi è che riesce in questo momento a portare 50mila persone a votare? Ritengo il numero dei votanti un buon punto di partenza, soprattutto dopo quello che è successo con Mafia Capitale, le vicende della giunta Marino, e con una parte della sinistra che boicottava le primarie. Penso che da qui dobbiamo ripartire. Ovviamente so che la campagna elettorale sarà necessaria anche per riconquistare persone che non sono venute in questa competizione». E mette in guardia da un’eventuale candidatura della minoranza dem: «Sarebbe una candidatura senza speranza, se non con l’obiettivo di far mancare la presenza del centrosinistra al ballottaggio. Un po’ come è successo in Liguria. Mi auguro che in questo caso saremo un po’ meno tafazziani», dice. Il primo atto da candidato è stato l’omaggio alla tomba di Luigi Petroselli, «sindaco di piccole e grandi cose, degli esclusi e dei deboli». Poi la visita a Marco Pannella, costretto a casa poiché malato. A sinistra intanto Sel rilancia «l’idea di una lista civica, democratica e di sinistra, come propone Walter Tocci, per unire tutte le forze, da Marino a Bray», dice il segretario romano Paolo Cento. E non manca una stoccata al Pd: «Le primarie sono state un mezzo flop perché mancava la sinistra e perché il Pd ha voluto far finta che non fosse successo niente, che nessuno fosse andato dal notaio». Pesanti critiche al Pd anche dal M5s: «Il partito democratico, così come il centrodestra – ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio – hanno già avuto la loro opportunità di governare le grandi città italiane e ce l’hanno restituite in queste condizioni. Sarebbe l’arte dei pazzi continuare a dare fiducia a chi ha già avuto più di un’opportunità negli ultimi 30 anni».

– Hanno votato alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Roma 47.317 persone: 43.607 i voti validi, 2.866 le schede bianche, 843 quelle nulle, 1 quella contestata. Lo riferisce, al termine dell’analisi dei dati il comitato organizzatore delle primarie.«In merito allo svolgimento delle primarie 2016 per la scelta del candidato sindaco del centro sinistra della Capitale, si sottolineano alcuni elementi su aventi diritto al voto e modalità di partecipazione. – precisa il comitato – A Roma il centro sinistra non ha svolto primarie per la scelta dei candidati presidenti in 11 municipi su 15, ritenendo opportuna la riconferma dei presidenti uscenti. Da una analisi dell’affluenza nei 4 Municipi, dove si sono svolte anche le primarie del presidente, essa è risultata superiore del 28%. Alle primarie del 6 Marzo, non hanno partecipato alcune forze politiche presenti nel passato. Il Comitato promotore, al fine di operare in piena trasparenza ed evitare gli incresciosi inconvenienti del passato, ha previsto la preiscrizione dei minorenni e degli stranieri residenti e non ha consentito il voto degli studenti fuori sede. Le preiscrizioni hanno influito sulla partecipazione al voto per L’1%».- Roberto Giachetti ha ottenuto 27.968 voti, pari al 64,1% dei votanti alle primarie di Roma. Roberto Morassut ne ha guadagnati 12.281 pari al 28,2%; Domenico Rossi 1.320 voti (3%); Chiara Ferraro, la giovane autistica 915 voti (2,1); Stefano Pedica 594 (1,4%) e Gianfranco Mascia 529 (1,2%). Questi i risultati finali delle primarie del centrosinistra di Roma.

– «Il presidente del Pd Matteo Orfini non sembra rendersi conto che con le sue parole di oggi offende migliaia di militanti e di elettori del Pd che non hanno partecipato alle primarie non perché legate alla mafia o a qualche capobastone locale ma perché sfiduciate dal modo con cui è stato defenestrato Ignazio Marino e dallo stile con cui proprio Orfini ha condotto il commissariamento del Pd di Roma che, circolo dopo circolo, municipio dopo municipio è stata piegato a una logica correntizia turco-renziana, che ovviamente si è affermata, come sempre accade, nel nome del superamento di ogni corrente». Lo afferma il senatore bersaniano Miguel Gotor «Quella parte di cittadini romani di centrosinistra che ieri non si sono recati alle urne sono protagonisti di una scissione silenziosa che ha bisogno di ascolto e comprensione affinché possano tornare a votare Partito democratico: pensare di vincere senza di loro, o peggio contro di loro, è un calcolo miope e sbagliato che siamo convinti il vincitore delle primarie Roberto Giachetti non commette», sottolinea Gotor.- «Invece di continuare a insolentire migliaia di elettori che si sentono abbandonati e non più rappresentati da questo Pd, sarebbe importante smettere di usare »code dei rom« o »mafia capitale« come paravento per coprire i propri errori di direzione politica che sono sotto gli occhi di tutti: basti pensare che l’ex sindaco Marino prima è stato difeso con l’argomento che chi lo attaccava faceva un favore alla mafia e poi, dagli stessi che lo difendevano, defenestrato davanti a un notaio, senza fornire una plausibile spiegazione del cambiamento di atteggiamento davanti agli elettori romani», spiega ancora Gotor.

– I dati ufficiali sulla partecipazione alle primarie Pd a Roma arrivano a 18 ore dalla chiusura dei seggi ma Matteo Orfini aveva già una spiegazione per il calo dell’affluenza nella scelta del candidato sindaco, affluenza più che dimezzata. «Nel 2013 era andata più gente ai gazebo, ma perché c’erano le truppe cammellate dei capibastone poi arrestati – dice il commissario romano – il pantano che portò a Mafia Capitale, le file di rom». «Stavolta i voti sarebbero veri», chiosa il presidente e commissario del Pd romano. Affermazioni che provocano la reazione della sinistra dem – Roberto Speranza in testa -, degli aficionados dell’ex sindaco Ignazio Marino – trionfatore alle primarie 2013 – e di parte della base Pd. Se tre anni fa erano stati quasi 50 mila – su 100 mila votanti – a scegliere il chirurgo per la sfida del Campidoglio, stavolta sono andati ai gazebo in poco più di 47 mila. Quasi 28 mila hanno scelto Roberto Giachetti. Era stato il suo rivale poi sconfitto – Roberto Morassut – a dire che sotto i 50 mila partecipanti ai gazebo sarebbe stato «imbarazzante». Orfini – che è anche presidente nazionale Pd – si dice invece «felice del risultato di partecipazione anche a Roma» e definisce la vittoria di Giachetti «larga e un ottimo punto di partenza per la partita decisiva delle amministrative». In un post su Facebook poi l’ex allievo di Massimo D’Alema contrappone il Pd a « i grillini, la destra, le sedicenti sinistre». «Noi ci confrontiamo con le persone in carne e ossa, voi organizzate quattro troll – scrive Orfini -. Noi non abbiamo paura di rischiare, voi non ci provate mai». Dalla sinistra Pd Speranza risponde a Orfini su capibastone, mafiosi e Rom: «Frasi di questo tipo sono offensive per migliaia di romani che fanno parte del mondo del centrosinistra e che chiedono un Pd diverso». Altro deputato dem, Nico Stumpo, già uomo dei numeri dell’ex segretario Pd Pierluigi Bersani: «»Mi piacerebbe sapere quanti sono stati i votanti alle primarie – dice prima che vengano diffusi i risultati – a quasi 24 ore dallo spoglio, siamo ancora al circa 50 mila. Ma ‘circa’ è un numero che non esiste…«. »Se hanno votato meno di 50 mila persone a Roma e’ perche’ la stragrande maggioranza della sinistra romana e’ rimasta a casa«, afferma Nicola Fratoianni di Sinistra italiana. Commenti roventi anche sui social. »Il fallimento delle #primariefarsaPD a #Roma è il fallimento di orfini«, scrive Parte Civile, associazione dei supporter di Marino. Ancora più pesante Giorgio Crippa: »te ne sei dimenticata una, orfini. «voi ci coglionate e noi non vi votiamo». E lucido.milf: «In 6 alle »buffonarie« hanno preso la metà dei voti di Marino!». Infine insorge anche l’Associazione Nazione Rom. «Orfini fa demagogia, le sue sono forzature – dice il rappresentante Marcello Zuinisi -. Quanti Rom saranno andati a votare alle precedenti primarie del Pd a Roma? Qualche decina su circa 10 mila che vivono nella capitale». Intanto alle 18 vengono diffusi i dati definitivi: 47.317 sono andati alle urne e 27.968 hanno scelto Giachetti.

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