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Aurelia, suv pirata travolge un gruppo di ciclisti: muore un 76enne. Si costituisce la donna alla guida

L'automobilista ha 52 anni, ha ammesso le proprie responsabilità ed è stata sottoposta ai test di alcol e droga. Incidente avvenuto nel secondo giorno dell'entrata in vigore della legge sull'omicidio stradale

Roma/ * Si è costituita donna che aveva travolto ciclisti con SuvE’ morto uno dei quattro ciclisti investiti stamane da un’auto pirata, sulla via Aurelia, al chilometro 17, vicino a Roma. I quattro amici percorrevano la strada verso le 10 del mattino quando una Dacia Duster bianca è piombata loro addosso prima di darsi alla fuga. Uno dei quattro è stato sbalzato fuori strada, gli altri tre sono finiti a terra nella carreggiata. Ad avere la peggio un uomo di 76 anni, trasportato in elisoccorso all’ospedale Aurelia Hospital dove è morto poco dopo. Altri due tra i ciclisti feriti sono ricoverati in gravi condizioni. La donna alla guida dell’auto che ha investito i ciclisti si è costituita, qualche ora dopo l’incidente, alla stazione dei carabinieri di Montespaccato. Ha 52 anni, ha ammesso le proprie responsabilità ed è stata sottoposta ai test di alcol e droga. L’incidente avviene nel secondo giorno dall’entrata in vigore della legge sull’omicidio stradale che potrebbe essere contestato alla responsabile dell’incidente. La nuova legge prevede, tra l’altro, aggravanti in caso di fuga del conducente, con pena aumentata da uno a due terzi, che nel caso di pirati della strada non può essere inferiore a 5 anni. Inoltre se chi causa l’incidente mortale guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe, rischia un pena dai cinque ai dodici anni di carcere. Nel 2015, 155 ciclisti sono rimasti feriti in modo serio in incidenti stradali a seguito dei quali auto o moto coinvolte si sono date alla fuga. Sempre nel 2015, in Italia, diciannove ciclisti sono morti in incidenti provocati da ‘pirati’ della strada. Nel 2014 i ciclisti uccisi furono 24, a fronte di 145 ricoveri. Ne dà notizia l’Associazione amici della polizia stradale (Asaps), responsabile di un osservatorio sui casi di pirateria nelle strade italiane. – La conducente del suv che ha travolto un gruppo di quattro ciclisti sull’Aurelia, uccidendone uno e ferendone tre, rischia di essere incriminata per omicidio stradale ai sensi della nuova legge entrata in vigore dalla mezzanotte di ieri. “Naturalmente, e’ presto per fare ipotesi, bisogna aspettare di capire che cosa e’ effettivamente accaduto – spiega Giordano Biserni, presidente dell’Associazione sostenitori amici polizia stradale – ma se in caso di omicidio stradale colposo la pena resta quella gi? prevista nell’ipotesi base, la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi: chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischia da 8 a 12 anni di carcere”. Mentre una specifica circostanza aggravante e’ contemplata “nel caso in cui il conducente, responsabile di un omicidio stradale colposo, si sia dato alla fuga: in questi casi, la pena ? aumentata da un terzo a due terzi e non pu?, comunque, scendere sotto i 5 anni”. – “Il drammatico episodio di oggi – fa notare il presidente dell’Asaps – ripropone pure un altro problema, quello dei ciclisti che percorrono in gruppo le nostre strade e che, solo per questo, si espongono ad un rischio altissimo. Le regole del codice della strada sono chiare: bisogna procedere incolonnati, in fila indiana, ma molto spesso i ciclisti seguono quella che in gergo viene chiamata la ‘regola del bufalo’, si dispongono cioe’ in gruppi, piu’ o meno numerosi. Un accorgimento di natura sostanzialmente difensiva che pero’ e’ vietato e che in certe condizioni rischia di accrescere il pericolo”

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