Lazio-Palermo, il questore: "Scontri per motivi politici, il calcio non c'entra" | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Lazio-Palermo, il questore: “Scontri per motivi politici, il calcio non c’entra”

– Niente a che vedere col calcio. Ci sarebbero motivazioni ideologiche dietro i violenti scontri scoppiati ieri pomeriggio, prima della partita nel centro di Palermo, tra tifosi laziali e palermitani. Lo sostiene il questore di Palermo che oggi, durante una conferenza stampa, ha reso noti i nomi degli otto arrestati – quattro sono palermitani, quattro laziali – sottolineando come la vera e propria aggressione subita dai supporter bianco-celesti sia legata a ragioni politiche. Di tutt’altra natura sarebbe quanto avvenuto in campo, dove gruppi di tifosi hanno fatto esplodere petardi e tirato oggetti determinando per due volte la sospensione del match. E stasera il giudice Daniela Vascellaro ha convalidato, come chiesto dalla Procura, gli arresti degli otto tifosi, accusati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale aggravati dall’aver commesso i reati in occasioni di manifestazioni sportive. Per tutti il giudice ha disposto la  custodia cautelare in carcere. Il processo e’ stato rinviato al 22 aprile. In cella sono finiti esponenti dei centri sociali Ex Carcere ed Anomalia. Avrebbero aggredito i laziali ritenendoli vicini al movimento di estrema destra CasaPound. I palermitani Aloui Chadli, 28 anni, sottoposto a Daspo ed Emanuele Cardella, 28 anni erano stati indagati in passato dai pm di Palermo dopo scontri in piazza. Il gip aveva negato l’arresto disponendo l’obbligo di firma, ma il tribunale del Riesame aveva deciso di annullare anche la misura minore rimettendoli in liberta’. La Procura recentemente ne ha chiesto il rinvio a giudizio per associazione a delinquere finalizzata all’occupazione abusiva di edifici pubblici, danneggiamento aggravato, deturpamento di beni immobili, oltraggio a pubblico ufficiale, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e lesioni personali. Diversi gli arrestati gia’ sottoposti a Daspo. Tre supporter della Lazio erano gia’ stati denunciati per i disordini avvenuti a Formello nel post-derby. Per quei fatti, tra l’altro, erano stati anche emessi due “avvisi orali” del questore di Roma. L’applicazione della misura di prevenzione, ha fatto sapere la questura di Roma, “si inquadra nell’ambito di una strategia volta ad isolare i facinorosi ed a disarticolare la loro capacita’ di fare proselitismo negativo soprattutto fra i giovani”. Ha evitato l’arresto, invece, Mattia Falcone, palermitano di 21 anni, anche lui soggetto a Daspo e legato ai centri sociali, ricoverato all’ospedale Villa Sofia per avere riportato nella colluttazione diversi traumi facciali. Falcone e’ stato denunciato. Il pestaggio di cui e’ stato vittima e’ stato ripreso da diversi video amatoriali. Alla polizia avrebbe detto, pero’, di essere stato aggredito da un gruppo di agenti intervenuti per sedare la rissa. Versione smentita dalle immagini. “Non vogliamo minimamente pensare che la pista politica venga utilizzata per distogliere l’attenzione da una gestione dell’ordine pubblico che e’ stata sotto gli occhi di tutti”, commenta polemico Giorgio Bisagna, legale di Aloui e Cardella. “Deplorevole il tentativo di costruire tesi al di fuori delle aule di giustizia e del processo – aggiunge – Almeno sino a quando esistera’ un giusto processo previsto dalla Costituzione”.

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