Nuovo protocollo d'intesa Regione-Università Tor Vergata. Zingaretti: Ora si cambia - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Nuovo protocollo d’intesa Regione-Università Tor Vergata. Zingaretti: Ora si cambia


Dopo 11 anni si rinnova il protocollo d’Intesa sottoscritto in data 16 febbraio 2005, con il quale la Regione Lazio e l’Università di Roma Tor Vergata hanno dato avvio a una sperimentazione gestionale. Zingaretti: “finalmente si cambia e si chiude fase di precarietà”.

zingarettiIl nuovo protocollo d’intesa rappresenta l’evoluzione istituzionale dell’azienda ospedaliera universitaria “Policlinico Tor Vergata” e dell’attuale fondazione “PTV – Policlinico Tor Vergata” di diritto privato verso la “Fondazione Policlinico Universitario di Tor Vergata – PTV” di diritto pubblico, e la conseguente attuazione del modello di fondazione IRCCS di diritto pubblico a rilievo nazionale. Il lavoro svolto va nella direzione di potenziare la qualificazione dell’offerta sanitaria del Policlinico Tor Vergata (riconoscimento di IRCCS e Dea di II livello) per renderla una struttura di riferimento su tutto il territorio di Roma e in particolare, su un quadrante della città più fragile e deprivato (quadrante sud-est della città – Municipio VI Tor Bella Monaca). Si attua dunque la normalizzazione di un percorso sperimentale in attuazione della legge regionale 6/2011 che a tal fine individua l’assetto istituzionale definitivo del Policlinico Universitario di Tor Vergata, superando la modalità gestionale precedente e ormai da tempo conclusa. Con l’atto si determina la nascita di una realtà del tutto nuova in tutto il sistema sanitario regionale. Quello di oggi è il penultimo passaggio del percorso: infatti, il documento sarà poi oggetto di esame e valutazione da parte dei ministeri affiancanti. Solo all’esito del parere definitivo dei ministeri, si potrà procedere all’approvazione definitiva e alla pubblicazione sul Burl. L’intesa disciplina le modalità di collaborazione tra l’Università e la Regione per lo svolgimento delle attività integrate di didattica, ricerca ed assistenza nell’interesse congiunto finalizzato alla tutela della salute della collettività, alla migliore formazione e allo sviluppo della ricerca biomedica e sanitaria, regolando in particolare: a) la partecipazione dell’Università alla programmazione sanitaria regionale, ed il contributo della Regione alla programmazione didattico-formativa e di ricerca dell’Università, fatte salve le rispettive competenze istituzionali; b) l’assetto istituzionale ed organizzativo del PTV di cui all’art. 2, comma 1°, quale struttura di riferimento dell’Università, nel rispetto delle norme statutarie vigenti e successive modifiche e in coerenza con la regolamentazione regionale in materia; c) la programmazione, la gestione economico-finanziaria (la cui sostenibilità viene garantita con un Piano di Rientro quinquennale comprendendo nei primi tre anni anche il Piano di Rientro previsto dalla Legge di Stabilità 2016) e quella patrimoniale del PTV; d) le modalità di compartecipazione dell’Università e della Regione ai risultati di gestione del PTV, secondo le rispettive competenze primarie; e) le modalità di collaborazione tra funzione didattico-formativa e di ricerca dell’Università e funzione assistenziale svolta dagli Enti Aziendali, nonché l’apporto del personale del Servizio Sanitario alle attività. La firma dell’accordo segue quelle già avvenute con la Sapienza per il Policlinico Umberto I, la Cattolica per il Policlinico Gemelli e il Campus per il Biomedico.

Per il presidente Zingaretti, “finisce un’altra follia della nostra regione per cui avevamo i policlinici universitari non regolati da protocolli moderni, nuovi o addirittura, in alcuni casi, da accordi scaduti. Con la firma con il policlinico Tor Vergata, oggi tutti i policlinici del sistema regionale sono in ordine, regolati da protocolli moderni, da accordi che allargano l’offerta sanitaria. In questo caso si aspettava l’accordo da 11 anni, quindi si chiude una fase di precarietà, fondata su più lavoro quindi più assunzioni, sull’apertura di nuovi reparti e soprattutto su una vocazione del policlinico di Tor Vergata che aumenterà e di molto la qualità dell’offerta sanitaria. Finalmente si cambia e si dimostra che cambiare significa costruire e, anzi, quando significa costruire è molto meglio per tutti, perché non si distrugge nulla ma si butta via il vecchio e si costruisce il nuovo”.

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