E' scontro sui rifiuti. Muraro: io difendo città. Raggi: dimissioni assessore? Pd ridicoli - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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E’ scontro sui rifiuti. Muraro: io difendo città. Raggi: dimissioni assessore? Pd ridicoli


Lo scontro sui rifiuti della Capitale e soprattutto sul ruolo e gli incarichi dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro finisce in aula Giulio Cesare e si accende con toni sempre più duri. Oggi, durante la seduta, sull’argomento è intervenuto anche il sindaco Raggi.

rifiuti-roma1“Noi ci facciamo portavoce dei cittadini, il presidente Ama Daniele Fortini si fa portavoce dei dirigenti dell’azienda”. Cosi’ l’assessore all’ambiente del Comune di Roma Paola Muraro attacca dal blog di Grillo la dirigenza Ama. “Credevano che avremmo subito passivamente i loro attacchi ma noi abbiamo un solo intento: ripulire Roma. Siamo pronti a recarci in Procura per denunciare ogni negligenza di chi, sul piano politico e gestionale, ha amministrato Ama in questi anni”.  “La cittadinanza assume ora un ruolo cruciale e vincolante per la democrazia: sta ai romani, oltre alle speculazioni dei media e agli anatemi delle opposizioni, comprendere chi è la causa della fase di pre-emergenza che attraversa Roma, chi pur di fare in modo che nulla cambi sceglie di sacrificare la città pianificando un vero e proprio golpe dei rifiuti a pochi giorni dalla vittoria di Virginia Raggi. Credevano che avremmo subito passivamente i loro attacchi, ma adesso hanno a che fare con un’amministrazione che ha un solo intento: ripulire Roma, in tutti sensi”. “Mi auguro – conclude – che la commissione Ecomafie abbia intenzione di sentire anche la sottoscritta domani, 2 agosto 2016, e non a settembre, come già preannunciato. Abbiamo presentato richiesta alla Presidenza. Prima in via ufficiosa poi in via ufficiale. Attendiamo fiduciosi un riscontro positivo”.

Intanto, è prevista per domani, alle ore 20, la Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati durante la quale sarà audito il Presidente del Consiglio di amministrazione di Ama Spa, Daniele Fortini.

Durante la seduta d’aula sulle linee programmatiche sui rifiuti, il sindaco Raggi ha spiegato che “Roma Capitale deve procedere alla riorganizzazione di Ama sotto l’egida della sindaca e dell’ assessorato preposto ma nel contempo, Roma Capitale e la sindaca devono reclamare, rivendicare e riappropriarsi del ruolo di indirizzo operativo e di vigilanza del socio di maggioranza al 51% e ricondurre Acea a servizio della città”. “Ama, incautamente, in questi ultimi anni non si è dotata delle infrastrutture impiantistiche necessarie – spiega – offrendo, quindi, di fatto, opportunità a gruppi privati e ad Acea di inserirsi nel settore di attività proprio di Ama. Di fatto, Ama è stata relegata a svolgere mera attività di raccolta, trasbordo, trasporto e scarico in discarica, con enormi costi di dotazione per contenitori, veicoli e mezzi.  “La politica per la gestione dei rifiuti urbani a Roma Capitale poggerà sui primi tre passi della gerarchia europea: riduzione, riuso e recupero di materia”. “Gli obiettivi – spiega – sono necessariamente perseguiti adottando i seguenti concetti: prevenzione e riduzione dei rifiuti; raccolta differenziata e riciclo; monitoraggio e controllo; gestione di Ama”.

E il capogruppo di Fdi in Campidoglio Fabrizio Ghera annuncia: “presenteremo una mozione di sfiducia per l’assessore Muraro perchè esiste un evidente conflitto di interessi. Ha più volte detto che avrebbe risolto la questione rifiuti e invece ancora non è successo. Crediamo sia opportuno che non faccia più parte della giunta”.  “Il tema ambiente è molto scottante vista l’inadeguatezza e l’inopportunità della nomina dell’assessore all’Ambiente Muraro” ha aggiunto Andrea De Priamo. La mozione, firmata anche dalla lista civica Giorgia Meloni, sarà presentata oggi durante l’assemblea capitolina riunita per discutere delle linee programmatiche presentate dalla sindaca di Roma Virginia Raggi.

 “I numeri attuali di Ama – ha continuato il primo cittadino – sono oltre 600 milioni di euro di debiti, di cui 200 milioni verso fornitori, oltre 35 milioni di euro annui verso il pool di banche che la sostiene; 250 milioni di costi per la esportazione di rifiuti; circa 7500 dipendenti; una flotta di veicoli acquistati per oltre 200 milioni nel 2009 e 2010″. “L’azienda sconta, inoltre, – spiega – alti costi industriali per tonnellata trattata e per tonnellata di Raccolta Differenziata conferita e ha bassi indici di efficienza nella pulizia stradale e nella manutenzione dei cassonetti su strada. L’intero parco impianti Ama soffre di deficit manutentivi da tre anni”.

Tra gli scranni, nel frattempo, il dibattito si è acceso. Infatti, in apertura dei lavori d’Aula, impegnata nel discutere le linee programmatiche della sindaca di Roma Virginia Raggi, il capogruppo del Pd in Campidoglio Michela Di Biase ha chiesto di poter ascoltare l’assessore all’Ambiente Paola Muraro. Richiesta respinta dal presidente del consiglio comunale Marcello De Vito. “Sorprende la decisione del presidente d’Aula di non averci concesso la possibilità di chiedere all’assessore di fare chiarezza sui suoi 12 anni di consulenza all’Ama – dice Di Biase – Sarebbero state molte le domande che avremmo voluto fare alla sindaca che ha si’ il compito di governare la citta’, ma ha anche il dovere di confrontarsi con l’opposizione. Il M5S chiede onesta’ e trasparenza e poi rifugge dal dibattito”. “Il Pd che rappresento – aggiunge – vorrebbe sapere che ruolo ha svolto l’assessore in Ama per 12 anni, stipendiata con i soldi dei romani. Quando lei lavorava nella municipalizzata, la sindaca Raggi ed io andavamo ancora all’universita’. Cosa faceva? Ha avuto altri incarichi di qualsivoglia natura con altre aziende pubbliche o private del settore rifiuti? Esiste e qual e’ il contenuto di questo dossier che con linguaggio criptico ha minacciato di rendere pubblico? L’assessore e’ stata consulente sotto i sindaci Veltroni, Alemanno, Marino e adesso assessore con la Raggi e ha visto passare i governi Berlusconi II, Berlusconi III, Prodi II, Monti, Letta e Renzi. E sempre qui sta. A noi non interessa sapere che ha fatto del suo milioncino. Ma possiamo chiederle di sapere che ha fatto per Roma?”.

 

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