Crollo a Ponte Milvio, esercenti all’attacco contro i ritardi del Campidoglio - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Crollo a Ponte Milvio, esercenti all’attacco contro i ritardi del Campidoglio

FarnesinaPassano i giorni, passano le settimane e gli effetti del disastroso crollo della palazzina a Ponte Milvio continuano a farsi pesantemente sentire. Gli sfollati sono sul piede di guerra, contestato al Comune di averli abbandonati. Come in altre occasioni vengono chiamati a farsi carico della rimozione dei detriti e degli interventi legati alla ricostruzione.Il Campidoglio assicura che aiuterà chi ha effettivamente bisogno, ma i tempi sono lunghissimi. E intanto l’intero quadrante è in scacco, la viabilità è paralizzata, centinaia di commercianti sono sull’orlo del fallimento e si organizzano, raccogliendo firme e minacciando una class action contro il Comune. La vicenda rischia di compromettere definitivamente rapporti istituzionali già sufficientemente tesi. Claudio Pica si fa portavoce dei numerosi commercianti ed esercenti pubblici che hanno le proprie attività nei pressi della palazzina crollata a Ponte Milvio (via della Farnesina,5) e lancia una pesante accusa alle istituzioni. “Siamo pronti a denunciare le Istituzioni che non stanno ripristinando la viabilità nella zona intorno alla palazzina crollata in via della Farnesina, almeno 110 aziende rischiano la chiusura e il rischio di perdita di posti lavoro per i dipendenti delle aziende coinvolte è davvero notevole”. Così il Presidente dell’Associazione Esercenti Pubblici Esercizi Roma A.E.P.E.R. che ricorda come già il 26 ottobre aveva mandato una lettera per una richiesta di istituire un tavolo operativo al Sindaco, al Presidente dell’Assemblea Capitolina, al Presidente del Municipio Roma XV e per conoscenza al Sostituto Procuratore della Repubblica ed al Comandante del XV Gruppo di Polizia. “Siamo pronti ad intraprendere una class action contro il Comune di Roma Capitale e/o altri Enti ed Organi di Vigilanza coinvolti in questo immobilismo, per omissioni di atti d’ufficio”, conclude Claudio Pica che sottolinea come i commercianti ed i pubblici esercenti della zona si sono organizzati ed hanno anche raccolto oltre 100 firme per ripristinare nel più breve tempo possibile il flusso veicolare, il passaggio delle nove linee di mezzi pubblici e la riapertura dell’accesso delle vie ora interessate all’interdizione . “Le nostre attività non possono più aspettare passivamente la risoluzione della controversia privatistica tra Comune ed inquilini alla ricerca di un colpevole in quanto abbiamo già registrato ingenti perdite – si legge nel testo che accompagna le firme raccolte – 100 famiglie e 100 aziende rischiano la chiusura e per diretta conseguenza anche i nostri dipendenti rischiano il loro posto di lavoro. Noi commercianti ed artigiani non possiamo essere dimenticati ed abbandonati, il mese di dicembre rappresenta la nostra ancora di salvezza e Natale è già alle porte”

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