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Bonus multe per i vigili, più ne fanno più guadagnano

vigili multeVagheggiato due anni fa dalla giunta di Ignazio Marino, accantonato poi dalla gestione commissariale del prefetto Tronca, rispunta ora nei cassetti dell’amministrazione grillina: riecco il bonus multe, il premio per i pizzardoni che staccano più verbali contro gli automobilisti indisciplinati. Per combattere la sosta selvaggia dilagante e incentivare i caschi bianchi ad armarsi di blocchetto o palmare, la giunta di Virginia Raggi è pronta a inserire un premio tarato sul numero delle contravvenzioni rilevate nella riforma del contratto decentrato dei 23mila dipendenti comunali. Dopo una serie di incontri informali all’inizio di gennaio, la trattativa entra nel vivo questa settimana. Oggi si riunisce il Tavolo di confronto con i sindacati, che verrà scorporato in tre organismi diversi per ciascuna delle categorie interessate dal provvedimento: impiegati, insegnanti e vigili urbani.
A seguire i caschi bianchi sarà il delegato alla Sicurezza, Marco Cardilli. Tocca a lui mediare con le corporazioni interne per strappare un nuovo accordo incentrato sul merito, come ha chiesto la sindaca e il suo braccio destro Antonio De Santis, che ha la delega al Personale. Proprio per premiare il rendimento e la produttività effettiva, la riforma del salario accessorio ruoterà attorno al concetto di «misurabilità» delle prestazioni. Da qui l’idea di collegare le indennità dei vigili al numero di controlli effettuati, per esempio, contro i venditori abusivi, oppure alle ispezioni nelle strutture turistiche senza autorizzazioni, o ancora al numero degli automobilisti beccati con la macchina in doppia fila, sulle strisce pedonali o sui parcheggi per disabili.
La stessa sindaca, a inizio dicembre, ha scritto al comandante della Polizia locale, Diego Porta, per chiedere di dislocare più agenti in strada (fino a oggi la metà abbondante resta in ufficio) e soprattutto di rafforzare «il contrasto al fenomeno dilagante dei parcheggiatori abusivi e la lotta alla sosta selvaggia e alle doppie file».
L’input del Campidoglio arriva al termine di un anno in cui il numero delle multe si è progressivamente ridotto. Se infatti nel 2015 sono stati staccati 2 milioni e 538mila verbali, nel corso del 2016 – ma mancano i dati di dicembre – le sanzioni realizzate dalla Municipale sono state 1.944.757. Un calo dovuto principalmente al crollo delle «violazioni registrate a distanza» sulle corsie preferenziali e ai varchi della Ztl. Si è passati dalle 1.442.502 contravvenzioni del 2015 alle 889.485 del periodo gennaio-novembre 2016. Proprio novembre è stato il mese nero per gli incassi dalle multe. Per alcuni problemi tecnici sono state registrate appena 80.156 sanzioni, contro le 221.657 del novembre 2015. Una flessione di oltre il 60%.

Le uniche sanzioni in aumento sono quelle dei temibili (per gli habitué della doppia fila) street control. Nel 2015 questi occhi elettronici montati sul tettuccio delle auto-pattuglie sono riusciti a fotografare 198.874 violazioni del codice della strada. Al primo dicembre 2016 gli uffici della Municipale avevano già elevato 382.583 multe. Un aumento del +92,3%. Anche per questo la Municipale ha ordinato 30 nuovi dispositivi, tutti di nuova generazione, e quindi in grado di leggere le targhe a distanza, riuscendo a calcolare anche se l’assicurazione è scaduta o no. Gli automobilisti sregolati sono avvisati.

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