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CIVITAVECCHIA – Liberi fino alla fine. Dal caso DjFabo, testimonianze e riflessioni per un tema troppo attuale

Sbancaleono intervenuti, Paolo Bancale (presidente della Fondazione ReligionsFree Bancale), Roberta Frascarelli (responsabile della Comunicazione eventi del Salotto delle Idee e Fondazione Bancale), Riccardo Magi (segretario, Radicali Italiani), Mina Welby (co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), Marco Gentili (copresidente dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), Maria Gigliola Toniollo (responsabile nazionale del Dipartimento Nuovi Diritti, Confederazione Generale Italiana del Lavoro).
Molti gli argomenti discussi come l’accanimento terapeutico, l’autofinanziamento, la bioetica, cannabis, laicita’, legalizzazione, liberta’, unioni civili e una parentesi dedicata alla nuova era dei radicali italiani.
Mina Welby ha evidenziato come DJ Fabo non è l’unico italiano ad essere partito verso la Svizzera per l’ultimo viaggio verso la ‘dolce morte’. Solo nel 2016, infatti, sono emigrati per morire ben 50 connazionali, mentre sono 90 al mese i cittadini italiani che chiamano per chiedere di avere informazioni su come ottenere il suicidio assistito in Svizzera. Il numero di coloro che chiedono aiuto è in aumento e si tratta nel 20-30% dei casi di malati psichici: situazioni che nemmeno la Svizzera riesce ad affrontare bene, perché è davvero difficile capire malattie di questo tipo. Lo stesso problema si presenta per i minori, per i quali la ‘dolce morte’ non è consentita oltre confine.

Momento di grande commozione e riflessione quello in cui ha preso la parola Marco Gentili co presidente dell’associazione Luca Coscioni, il significato della vita in un discorso concentrato su proposte di legge spesso parcheggiate sulle scrivanie. Marco, malato di SLA, ha ribadito a gran voce: “le decisioni di fine vita sono decisioni personalissime ed in quanto tali devono essere prese con la massima libertà da ogni persona. In Italia benchè la Costituzione riconosca che nessuno può essere obbligato ad alcun trattamento sanitario contro la propria volontà non vi sono leggi che regolano l’affermazione delle volotà di una persona, né una legge sul testamento biologico, né tantomeno sull’eutanasia, se sei fortunato queste pratiche le fanno in silenzio e di nascosto”.
Paolo Bancale ha nell’occasione presentato non una nuova associazione ma un modo di essere pronta a costituirsi, Radicali Liberi, un nuovo essere radicali, una sezione che riparte da Civitavecchia concentrata i tre L: Laicità, Libertà e Legalità. “Sono un radicale da sempre, una battaglia, la mia – ha detto Paolo Bancale – molto vincolata e vicina al dolore fisico e morale. Spero che le battaglie radicali, che hanno molti fronti, possano convergere in termini di priorità soprattutto sul suicidio assistito e sul testamento biologico”.
Riccardo Magi ha raccontato di:” una pagina triste del partito radicale, di tanti diversi soggetti che fanno iniziative politiche sia sul fronte nazionale, su quello dei diritti civili, politica transnazionale, diritti umani, ed evidentemente dopo la scomparsa di Marco Pannella si sta attraversando una fase di crisi che deve diventare una crisi di crescita”.
Dulcis in fundo la consegna di un contributo per aiutare oggi e in futuro tutti gli sforzi che l’associazione Luca Coscioni fa per alleviare il dolore di malati senza speranza.

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