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Allarme povertà a Roma, 4 anziani su dieci vivono con meno di undicimila euro all’anno

povertàSono a forte rischio povertà perché vivono con un reddito annuale inferiore a 11mila euro lordi, hanno più di 65 anni, sono soli e non hanno accesso a servizi pubblici come sanità, trasporti e centri di aggregazione sociale. L’allarme arriva dallo Spi Cgil, la categoria del sindacato dedicata ai pensionati, e riguarda non solo gli anziani che vivono in periferia ma anche gli over 65 dei quartieri del centro come San Lorenzo o Piazza Bologna: sono sempre di più gli anziani a rischio emarginazione e povertà anche nei quartieri più residenziali della capitale.

I dati del sindacato parlano chiaro. Nel II municipio, dai Parioli al Nomentano, gli over 65 che vivono con meno di 11mila euro l’anno sono quasi 10mila su 42mila residenti. Nel centro storico sono più di 11mila su 44mila e nel VII municipio, da San Giovanni a Cinecittà, 20mila su 70mila. Ma è in periferia dove le sacche di povertà e precariato raggiungono dimensioni preoccupanti: quasi quattro anziani su dieci vivono con meno di 11mila euro nel VI municipio, in particolare nell’area di Tor Sapienza, ma anche nei quartieri Prenestino e Centocelle del V municipio e nel IV a Tiburtino.

Non va meglio a Ostia, Montemario, Portuense, Aurelia. Qui le condizioni di vita sono diventate sempre più dure negli ultimi cinque anni: pensioni che non superano gli 800 euro, centri anziani e presidi sanitari lontani più di dieci chilometri, attese di oltre mezzora alle fermate degli autobus. Anche una buca sul marciapiede può limitare la vita di un anziano, che spesso preferisce rimanere in casa. Da solo.

In tutta la città gli over 65 sono più di 626mila e in media, in base ai dati Spi Cgil, almeno il 30% è a rischio povertà. L’allarme riguarda soprattutto i quartieri lungo la cintura del Raccordo anulare, da Primavalle a Ostia, dove mancano, o sono comunque insufficienti, presidi sanitari e centri culturali facilmente accessibili. “Spesso gli anziani vivono emarginati e isolati in una dimensione priva di senso di comunità – spiega Ernesto Rocchi segretario Spi Cgil di Roma e Lazio – la solitudine è il primo problema per chi vive in periferie che ormai sono città senza opere di urbanizzazione”. Non solo. Il problema riguarda anche l’area metropolitana che si estende oltre il raccordo e arriva fino a Bracciano, Guidonia e Pomezia. E quando l’età avanza, le difficoltà crescono: tra gli over 75 il reddito medio è di appena 14mila euro a Tor Sapienza, 16mila a Prenestino e Centocelle, 18mila a Tiburtino, 20mila a Ostia e San Giovanni. Ma al Flaminio o ai Parioli sfiora i 35mila e al centro supera i 32mila.

In sostanza, negli ultimi anni si è allargata la forbice tra centro e periferia: “Per un anziano a rischio nei quartieri del centro ce ne sono tre nelle aree più periferiche – spiega il professore di Economia dello sviluppo presso l’università Roma Tre Salvatore Monni – la distribuzione della ricchezza è iniqua e questo ha portato a una differenza troppo alta in termini di opportunità e di accesso ai servizi”. Secondo uno studio del blog mapparoma, gestito dal professore Monni con i docenti Ketty Lelo e Federico
Tomassi, entro le Mura Aureliane si contano due centri sanitari ogni mille abitanti, ma nei quartieri a ridosso del Raccordo il rapporto crolla a due ogni diecimila residenti. Non va meglio per i centri sociali: sul litorale, a Monteverde, Flaminio, San Giovanni e Cinecittà, si conta un centro ogni diecimila abitanti. “Manca una panificazione da parte del comune per le politiche sociali – conclude Ernesto Rocchi – il rischio è di aumentare il numero degli esclusi”.

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