Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Spallanzani, la Direzione smonta la contestazione per gli orari: il personale ha potuto scegliere

spallanzani2Non ci sono più i sindacati di una volta, commenta qualcuno. E in effetti la contestazione in atto allo Spallanzani mostra subito la corda e appare pretestuosa. Un presidio di lavoratori, lo stato di agitazione per la prossima entrata in vigore dei nuovi orari. Penalizzanti?
Turni di oltre 12 ore, di giorno e di notte, con accumulo di centinaia di ore di straordinario non pagato e con prestazioni che mettono a rischio sia gli operatori, sia i pazienti, dicono i contestatori, denunciando “la decisione “unilaterale” della direzione dello Spallanzani di cambiare l’orario di lavoro senza tenere conto della volontà del 90%» dei dipendenti: infermieri, ausiliari, operatori socio sanitari e tecnici. A fronte dell’estensione dei turni, diventa anche più pesante la carenza di organico. Proprio nel giorno in cui Zingaretti e il capo della cabina di regia Alessio D’Amato si coccolano i giornalisti con le novità positive sul piano di rientro.«Se la direzione insisterà a decidere in modo autoritario – si legge nel comunicato dei dipendenti dello Spallanzani – i lavoratori continueranno a manifestare il loro malessere sia dentro l’istituto che in Regione assieme ai pazienti». Secca la smentita della direzione generale dello Spallanzani, il dg Marta Branca non usa mezzi termini, si attacca al telefono e difende l’Istituto: «Non corrisponde a verità la notizia secondo la quale il nuovo orario prevederebbe turni di lavoro “di oltre 12 ore, sia di giorno che di notte” e provocherebbe “prolungamenti di servizio con accumulo di centinaia e centinaia di ore di straordinario per di più non pagato”». Infatti dal 1° aprile il turno di notte diventerà sì di 12 ore (dalle 19 alle 7, mentre ora è dalle 21 alle 7), ma i due diurni si accorceranno (diventeranno 7-13 e 13-19 al posto degli attuali 7-14 e 14-21). L’orario, spiega il direttore generale dello Spallanzani, «è stato modificato al fine di rispettare la direttiva europea sui riposi compensativi tra i turni di lavoro» e «non prevede affatto prolungamenti né doppi turni (che genererebbero ore di lavoro straordinario)». Inoltre, aggiunge la Branca «il cambiamento dell’orario è stato peraltro preceduto da numerosi incontri con le organizzazioni sindacali, invitate a proporre nuove tipologie orarie e ha visto il coinvolgimento di tutto il personale, chiamato a esprimersi sulla preferenza oraria in una consultazione durata una settimana». Fine dei giochi e dei discorsi. Se le scelte sono condivise non ci può essere contestazione a posteriori. Il direttore generale, infine, ricorda che «nel frattempo sta procedendo all’assunzione delle unità di personale necessarie per ogni profilo professionale».

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