I conti della Sanità non sono più in rosso. Quando si riparte? - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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I conti della Sanità non sono più in rosso. Quando si riparte?

cantiere_san_camilloI cittadini del Lazio possono tirare un sospiro di sollievo. Dopo 10 anni di soffereza la sanità regionale è uscita fuori dal tunnel. A darne notizia con una nota è la stessa Regione Lazio dopo le ultime verifiche al tavolo tecnico con il Mef e la Salute. Ora la spesa è sotto controllo, la qualità delle cure è aumentata e si può addirittura ricominciare a spendere, inaugurando una nuova stagione di investimenti. Ma di strada da fare ce n’è ancora tanta, ammette la Regione.
Durante una conferenza stampa al Mef organizzata proprio per fare il punto della situazione è stato tratto un bilancio complessivo partendo dalla situazione del 2007. Tornando indietro di un decennio il disavanzo sanitario ammontava a due miliardi di euro, più precisamente era di un miliardo e 966 milioni. Facendo un calcolo procapite, ogni cittadino del Lazio aveva sulle spalle un debito di 400 euro. A questo andava aggiunta una condizione delle prestazioni sanitarie del tutto insufficienti rispetto alle richieste della popolazione. In queglia anni viene pure sottoscritto con il Governo centrale il piano di rientro della sanità, approvato con la delibera n.66 del 2007. Arriva anche il commissariamento e così comincia il lungo iter di risanamento.

“Per la prima volta in dieci anni nei conti della sanità della Regione Lazio il margine operativo (cioè la differenza tra ricavi e costi, al netto delle partite finanziarie), a marzo 2017 , ha un segno positivo: +137 milioni calcolati su marzo dell’anno passato”. Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha sintetizzato lo stato dell’arte del piano di rientro sanitario. “Per il secondo anno consecutivo – ha spiegato il Presidente della Regione Lazio – il disavanzo è sotto il 5 per cento, a 164 milioni, ma il margine operativo è positivo. Per la prima volta nella storia della Regione, perché probabilmente, se si è creato un tale disavanzo anche prima nel 2005 c’era un problema di sostenibilità del sistema, abbiamo un equilibrio di bilancio che determina un saldo attivo”.

Non solo, “La novità di queste ore – annuncia Zingaretti – è che per l’edilizia sanitaria sono stati sbloccati altri 109 milioni che si aggiungono ai 264 milioni già sbloccati nell’ambito della terza fase ex articolo 20, dunque in totale per i nuovi investimenti saranno a disposizione 373 milioni di euro. Noi abbiamo risolto i dati negativi riguardanti la sanità del Lazio. Vale a dire quei dati che portarono al commissariamento. Oggi quelle voci di bilancio sono a posto e, quindi, abbiamo un confronto con il governo per calendarizzare la fine del commissariamento”, ha concluso il presidente della Regione Lazio.

Il sub commissario della sanita’ del Lazio, Giovanni Bissoni, ha detto che “sul personale non siamo a un punto fermo. E’ in corso una revisione dei criteri di assunzione e il 4 aprile ci sarà una riunione con il ministero della Salute. Ci attendiamo una rivalutazione significativa e la possibilita’ di ampliare i numeri”. La Regione Lazio ha previsto 2.800 unita’ di personale tra il 2017 e il 2018, metà sono nuove assunzioni e meta’ stabilizzazioni di precari.

Oggi la Regione Lazio riconosce che tutto questo iter non avrebbe potuto avere lo stesso esito senza l’aiuto dei ministero dell’Economia e della Salute. Fondamentale è stato anche il supporto dei tavoli tecnici che, di tanto in tanto, hanno permesso di fare le verifiche necessarie, tirando le somme e valutando le azioni da intraprendere. Dieci anni dopo la Regione annuncia la svolta: il 2017 è l’anno del cambiamento, i conti della sanità hanno un segno positivo. Il rapporto, al netto delle partite finanziarie, ricavi-costi è di 137 milioni di euro. Considerando le partite finanziarie il disavanzo è di 164 milioni, la metà dell’anno precedente. Per il terzo anno consecutivo si attesta, così, al di sotto del 5% del fondo sanitario regionale.

La parte fondamentale di questi risultati è stato ottenuta, ha sottolineato la Regione, aumentando i livelli assistenziali. Con i 160 punti conquistati il Lazio è ampiamente al di sopra dei livelli minimi fissati dalla Stato. Il tasso di ospedalizzazione è passato dal 164,2 del 2013 al 149,2 del 2014. Il numero dei trapianti è aumentato passando, nello stesso periodo, da 267 a 321. Le persone che fanno screening oncologici hanno raggiunto l’86% della popolazione. Gli accessi al pronto soccorso sono diminuiti di oltre 40 mila unità. I cesari sono calati di oltre 3 punti percentuali.

Ma se la situazione è migliorata per i pazienti, lo stesso non si può dire dei lavoratori diminuiti dal 2008 al 2016 di 9.138 unità. Per questo la Regione ha annunciato che è arrivato il momento di dare certezze anche al personale sanitario: entro due anni è previsto l’ingresso di 2.800 lavoratori, metà nuove assunzioni e l’altra metà stabilizzazione dei precari. Annunciati anche 55 nuovi concorsi per primari.

Una grossa svolta sarà data anche agli investimenti con uno sblocco di 373 milioni di euro destinati alla riqualificazione delle strutture e all’acquisto di nuove tecnologie. Tre su tutti gli investimenti promessi dalla regione: l’avvio dei lavori al policlinico Umberto I con 181 milioni di euro, il completamento del nuovo ospedale dei Castelli grazie a 120 milioni e l’ampliamento dell’ospedale Grossi di Ostia.

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