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Bufera su Farmacap dopo il licenziamento del Dg

Farmacap_fullarmacaLo scontro ai vertici di Farmacap, l’azienda comunale delle farmacie capitoline, è ormai un caso politico. Sabato scorso Angelo Stefanori, commissario straordinario dalla sindaca Raggi, ha annunciato di aver licenziato «per giusta causa e per il venir meno del rapporto di fiducia» la direttrice generale Simona Laing, chiamata dall’allora sindaco Ignazio Marino per raddrizzare i conti di un’azienda che accumulava perdite su perdite.
Angelo Stefanori ha diffuso un lungo comunicato per spiegare le ragioni del licenziamento. «Sono state riscontrate diverse anomalie e una gestione complessivamente non ottimale. Avevamo il dovere di riportare il pieno rispetto della legge in un’azienda il cui primo compito è di erogare servizi ai cittadini. La principale anomalia riguarda la gestione dell’acquisto dei farmaci: la legge sugli appalti impone una programmazione dell’approvvigionamento mentre l’ex dg ha predisposto una sola gara relativa a una fornitura da 9,5 milioni euro, seguita da una gara più piccola, aggiudicata ad altro soggetto, da 5 milioni. In realtà abbiamo comprato farmaci per 16 milioni solo dal vincitore della prima gara e quindi, per la differenza, si tratta di acquisti che oggettivamente favoriscono quel primo fornitore, chiudendo il mercato ad altri competitor che avrebbero potuto offrire sconti maggiori. Inoltre, sono state avallate operazioni con cui, attraverso un uso improprio del magazzino centrale Farmacap, si rastrellavano farmaci contingentati e rari, anche antitumorali, che venivano venduti a una società commerciale di Napoli: quest’ultima provvedeva alla loro esportazione all’estero privando le farmacie comunali, e quindi i cittadini romani, dei farmaci stessi. Inoltre, di risanamento non si può certo parlare. Non è tutto oro quello che riluce: il progetto di bilancio presentato dall’ex dg non rispecchia fedelmente l’andamento aziendale e il risultato in realtà sfiora appena il pareggio. La verità è che si stava `impacchettando´ l’azienda per la vendita sul mercato, come del resto disposto dalla delibera consiliare che aveva portato alla nomina di Laing e che certamente non corrisponde agli indirizzi della giunta attuale. Infine, mi sono opposto al licenziamento di alcuni lavoratori per una questione di giustizia: c’e’ una piena autonomia del procedimento disciplinare rispetto a quello penale a maggior ragione quando nessun giudice ha ancora accertato la responsabilità dei dipendenti. Non è possibile privare le persone del lavoro mediante lettere di licenziamento prive di adeguata motivazione, con licenziamenti sommari che non sembrano ispirati a criteri di giustizia. Segnalo che, nell’ambito dei rapporti con i dipendenti, erano già stati denunciati dai sindacati trasferimenti punitivi del personale da una sede all’altra di lavoro».

La replica della manager

«In un anno ho reso Farmacap più efficiente e ho aperto 3 farmacie h24. Sono brava ma non credo di essere un genio. Quello che ho fatto io poteva essere fatto anche da chi mi ha preceduto. La differenza? Non sono di Roma, non sono `comprabile´. Volevo vincere la sfida. E c’ero quasi riuscita. La verità è che davo noia ai ladri» ha replicato Simona Laing, in un’intervista a Repubblica in cui annuncia che impugnerà il licenziamento e chiederà i danni d’immagine. «Il commissario Stefanori non è mai stato interessato entrare in sintonia con me. In due mesi mi ha inviato 2 lettere di contestazioni disciplinari e 50 note. La situazione degenera col licenziamento di 4 dipendenti sorpresi a rubare farmaci. C’è un’inchiesta della procura, ci sono le telecamere che riprendono i furti. Bisognava dare un segnale e io l’ho fatto: come fai a non licenziare chi ruba 220 volte in un mese?». Tuttavia «Stefanori contesta la legittimità del mio provvedimento. Ma i 5 Stelle non erano quelli che se c’era qualcosa di strano bisogna rivolgersi immediatamente alla procura?». Sullo stanziamento, da parte del Campidoglio, di 10 milioni per coprire la crisi di liquidità di Farmacap, «l’azienda non ha bisogno di quei soldi, perché quel debito lo si può risanare tenendo i bilanci in utile, come stavo facendo io. La verità è che invece di stanziare quei soldi per la povera gente si prevede già che la gestione di Stefanori porti ad avere delle perdite. Così l’azienda tornerà a essere una mucca da mungere».

Le reazioni

Il licenziamento ha aperto un acceso dibattito politico, con un ampio fronte bipartisan schierato in difesa della manager. «Meritocrazia a 5stelle: sei brava? Sai lavorare? Fai parte di una delle loro faide interne? No? Allora licenziata». so scrive su Twitter il consigliere comunale Pd Orlando Corsetti. «Dopo le nomine in Acea di amici e creditori della sindaca (come l’avvocato Luca Lanzalone che aveva lavorato gratis per il Comune e che ora, come risarcimento, si ritrova uno stipendio da dirigente), ora si scopre che in un’azienda municipalizzata di grande importanza che gestisce 45 farmacie comunali è stata sostituita l’ex dg Simona Laing. Per giusta causa, dicono loro. Forse aver risanato le casse dell’azienda con un positivo da 530mila euro dopo anni di rosso non è considerato un lavoro soddisfacente; aver denunciato furti e illeciti riportando legalità nell’azienda non è un atteggiamento abbastanza risoluto. O forse lo è troppo. Sta di fatto che ora la Farmacap è in mano a Stefanori, il commissario della Raggi, e che quindi un altro luogo strategico della capitale è diventato campo-base grillino. Il motivo non è chiaro, ma la logica è sempre quella: fidatevi di me…»: questo il commento di Davide Bordoni capogruppo capitolino di Forza Italia, in una nota diffusa alla stampa. «Nell’era #Raggi chi lavora seriamente viene licenziato era già successo con #Rettighieri in #Atac»: scrive invece Stefano Esposito, parlamentare del Pd, su Twitter.

Cgil: bene il licenziamento

«Il licenziamento un punto di svolta, da tempo agognato dalla larga parte delle lavoratrici e dei lavoratori Farmacap. È la fine di un percorso iniziato nell’agosto del 2015, quando la giunta Marino già dal mese di marzo, aveva deliberato per la `liquidazione´ dell’Azienda, in sostanza per la privatizzazione. In barba alla cittadinanza, di cui l’Azienda Speciale `Pubblica´ Farma-socio-sanitaria Farmacap, rappresentava e rappresenta, un patrimonio comune. Il tutto preceduto da un commissariamento e da una lunga campagna di fango, spalleggiata da alcuni media compiacenti e soprattutto `interessati´ alla messa sul mercato dell’Azienda, a tutto vantaggio degli onnipotenti e onnipresenti speculatori, pronti a spartirsela a buon mercato»: questo il commento, affidato a una nota, della Rsa Filcams-Cgil.

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