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Cyberbullismo, Boldrini a Roma agli studenti: “Non dovete vergognarvi, ribellatevi al cyberbullismo”

boldrini_studentiDiritto di accesso alla rete, all’uso consapevole del web, ma anche cyberbullismo e trattamento dei dati personali. Su queste e altre tematiche si è concentrato l’incontro fra la presidente della Camera, Laura Boldrini, e il giurista Stefano Rodotà, con gli studenti dell’Iiss Leonardo Da Vinci di Roma.

La presidente Boldrini ha spiegato ai ragazzi l’iter che ha preceduto la formulazione della Carta dei diritti di Internet: le decine di audizioni, i 5 mesi di consultazione e i 14 mila accessi alla piattaforma online che hanno prodotto 590 opinioni espresse sui contenuti.

Poi è stato il turno delle domande dei ragazzi che hanno potuto confrontarsi con la presidente della Camera e il professor Stefano Rodotà sulla nascita della Carta, sui comportamenti da tenere online, sulle conseguenze che una frettolosa accettazione delle condizioni di utilizzo di certe app può comportare.

“Abituatevi al pensiero critico– ammonisce Rodotà- non prendete per buono tutto ciò che trovate su internet”, perché come ricorda anche Irene De Angelis Curtis, la dirigente scolastica dell’Istituto “le parole sono armi e la lingua va saputa utilizzare in maniera corretta. Quello che cerchiamo di insegnare tutti i giorni a scuola”.

Una Carta innovativa sotto molti punti di vista, è la prima volta che un atto di natura parlamentare è stato sottoposto a consultazione pubblica ed è la prima volta che un Parlamento produce una carta di portata internazionale e di spirito costituzionale. “Un fatto di cui essere orgogliosi” ha detto Boldrini. Con questa Carta si affermato i diritti della persona, del soggetto, dell’utente digitale, e due articoli in particolare ne mostrano il senso: il diritto di accesso, diritto fondamentale degli individui, e il diritto all’uso consapevole della rete.

Adesso la Carta, declinata in 14 principi di carattere generale (accesso, privacy, sicurezza, diritto d’autore, istruzione) dovrà diventare una mozione unitaria di tutti i gruppi parlamentari e impegnare il governo a promuovere la Carta in tutte le sedi, anche nelle scuole, con il coinvolgimento del ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica.

“Avere in questa scuola delle grandi personalità come la presidente della Camera e il professor Rodotà è una grande emozione- ci racconta Giorgia, una studentessa del Leonardo Da Vinci-. L’incontro è stato molto interessante ci ha aperto un mondo e da oggi presterò sicuramente più attenzione ai miei comportamenti online”.

Marco ci confida che l’intervento del professor Rodotà lo ha colpito molto. “A me hanno colpito le parole del professor Rodotá, siamo sempre su internet, ne facciamo a volte un uso smodato e molto spesso neanche leggiamo le condizioni di utilizzo di ciò che scarichiamo e firmiamo consensi autorizzati al trattamento dei nostri dati con troppa leggerezza”.

Emozionata anche la dirigente scolastica che ha dichiarato alle telecamere di diregiovani: “L’emozione dei ragazzi era la mia emozione. È una giornata particolare perché la presenza della presidente Boldrini e di Stefano Rodotà ha portato i ragazzi a fare delle riflessioni su un tema che troppo spesso prendono alla leggera, pensando di avere il pieno dominio degli strumenti”. La Carta dei diritti verrà presentata in Brasile all’Internet governance forum di novembre e in tutte le altre iniziative che si occuperanno degli stessi temi.

BOLDRINI: “RIBELLATEVI AL CYBERBULLISMO”

“È inaccettabile che su internet molte donne vengano fatte oggetto di violenza. Se su internet qualcuno non è d’accordo con te, solo perché sei donna ti ricoprono di insulti e umiliazioni a sfondo sessuale”, ha spiegato Boldrini.

“Se ti mancano gli argomenti per spiegare fatti qualche domanda- aggiunge- chi fa ricorso a oscenità non ha argomenti. Non è libertà di espressione, è insulto facile”. Infine, ha avvertito i ragazzi: “Se subite cyberbullismo non siete voi a dovervi vergognare, ribellatevi, uscite allo scoperto, è il bullo a doversi vergognare“.

“POLITICI CHE CERCANO LIKE CON INSULTI STANNO MESSI MALE”

“Non tutti i politici sono uguali: ci sono dei politici che ritengono che dire più parolacce gli faccia guadagnare più like“. Così Boldrini durante l’incontro con gli studenti dell’istituto Leonardo da Vinci, che mette in guardia da chi, in politica, “le spara grosse, usa parolacce, insulta e lancia messaggi di odio”. Per Boldrini “se un personaggio pubblico arriva a usare il turpiloquio per avere più consenso vuol dire che sta messo molto male perché vuol dire che non ha argomenti a cui appigliarsi“. Di più: “Chi alimenta l’odio nasconde il nulla assoluto, alimentare l’odio è la cosa peggiore e chi lo fa ha enormi responsabilità”.

di Antonio Bravetti, giornalista professionista (Dire)

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