Sbarca a Roma l’Edicola Sociale - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Sbarca a Roma l’Edicola Sociale

Nuova iniziativa al via sul modello parigino

Oltre a giornali, riviste e biglietti dell’autobus, il giornalaio “venderà” anche, a basso costo, soluzioni ai problemi, aiutando a trovare la persona giusta per ogni l’esigenza, se possibile all’interno del quartiere. Già una quarantina di edicolanti si sono dotati di una piattaforma digitale da dove il cliente può fare e-acquisti via internet e farsi consegnare documenti, documenti e pacchi

edicola_bassaPrima a Parigi, poi a Milano. E ora a Roma. Il “portierato di quartiere”, che nella capitale francese si chiama per tutti “Lulu dans ma rue” e che in Italia è meglio definito “Edicola sociale” o “Edicola 2.0”, sbarca nella Città Eterna e con un obiettivo ancora più ambizioso: la creazione di una rete di “portieri di quartiere”, o “edicolanti sociali”, capaci di aiutare il cittadino a risolvere i piccoli o meno piccoli problemi che possono capitare a tutti. Una tapparella rotta, una chiave smarrita, necessità di una baby-sitter di un meccanico? Quale che sia il problema da risolvere ci si rivolge al “chiosco” e l’edicolante aiuta a trovare la persona giusta per l’esigenza, se possibile all’interno del quartiere. Punto di riferimento, l’edicola. E’ infatti attorno al chiosco dei venditori di giornali che il progetto vede la sua realizzazione: Oltre a giornali, riviste e biglietti dell’autobus, il giornalaio “vende” anche, a basso costo, soluzioni ai problemi. Per molti, il giornalaio è talvolta l’unica persona con la quale, al di fuori della famiglia, scambiare qualche parola durante la giornata. Tra edicolante e cliente nasce spesso un rapporto di fiducia, una tendenza che negli ultimi anni si è addirittura rafforzata, soprattutto nel caso di clienti anziani o nuovi nel quartiere, a seguito della scomparsa dei molti piccoli negozi di una volta. “Non esagero, ma in qualche caso siamo un vero e proprio pronto soccorso sociale”, spiega un edicolante.

Ma andiamo con ordine. Il “portierato di quartiere” – “Lulu dans ma rue” è il capofila parigino – è nato in Francia un paio di anni fa proprio per andare incontro alle esigenze delle persone che non sanno a chi rivolgersi per risolvere piccoli problemi e, soprattutto, di quelle anziane, che “non si fidano” di internet “perché non si vede nessuno in faccia e non ci si può parlare”. L’idea è stata di un professore in economia di una quarantina d’anni, Charles-Edouard Vincent, un passato di insegnamento anche alla prestigiosa Stanford University (Usa), che ha pensato all’edicola “2.0” proprio per via dello stretto rapporto che può crearsi tra edicolante e cliente. I fatti gli hanno dato ragione: chiunque può rivolgersi al chiosco (con il telefono, una e-mail o di persona) e il “portiere” lo aiuta a trovare una soluzione al problema. A tariffe, fatto importante, non sono da rapina ma a livello dell’economia di quartiere: il prezzo è in maggioranza di poche decine di euro al massimo, e per spese più impegnative viene concordato in anticipo. Milano, dove il tessuto territoriale cittadino, almeno in centro, assomiglia molto a quello parigino, non si è lasciata sfuggire l’occasione, ed ha subito trasferito il modello francese nel quartiere che è un po’ il cuore del capoluogo lombardo, Brera. Qui, in corso Garibaldi, un’edicola è diventata moderna, multimediale, pronta ad informare i residenti della zona ed anche a offrire, oltre a giornali riviste e figurine, anche servizi di vero e proprio portierato: per il recapito di raccomandate, per lasciare in custodia le chiavi di casa, per trovare un idraulico o un fabbro.

Anche a Roma c’è qualche edicola “2.0”. Ma la Capitale è quella che è, e avere permessi e autorizzazioni dalle autorità comunali è un’impresa improba. All’ombra del Colosseo la burocrazia è sicuramente il “nemico numero uno”, qui le regole sembrano fatte apposta per creare confusione e ciascuno è spesso costretto ad arrangiarsi come può. Edicolanti compresi. Ma adesso qualcosa sembra sul punto di cambiare, anche sotto la pressione della crisi che non risparmia il settore: molte edicole hanno chiuso, su moltissime c’è il cartello “vendesi”. In certi quartieri, specie nelle zone semicentrali e di periferia, di chioschi non se ne vedono proprio. Con danno per gli edicolanti, ma – va detto – anche con grave disagio per i cittadini. Facile dire che tutto si può fare per internet, dal certificato comunale all’acquisto di un elettrodomestico: questo vale per chi internet ce l’ha e lo sa usare. A Roma però c’è una percentuale altissima di persone anziane che internet non lo ha, e in periferie sterminate nessuno ti può dare una mano. Di qui l’idea di trasformare le edicole in “punti di ascolto” del territorio al servizio dei cittadini. Sul modello di Parigi e di Milano, ma con qualcosa in più. L’”edicola sociale” non opererebbe isolatamente ma “in rete”sul territorio cittadino, periferie comprese. Già una quarantina di edicolanti si sono dotati di una piattaforma digitale da dove il cliente può fare e-acquisti e farsi consegnare documenti, documenti, pacchi e quant’altro venga comperato via internet. In questi giorni è in corso di definizione una “carta dei servizi”, da ampliare e implementare anche in un’ottica sociale. Poi, sotto questo aspetto, Roma potrebbe essere come Parigi.

Carlo Rebecchi

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