Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

FAKE NEWS – Buone notizie, è migliorata la qualità della sanità laziale

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L’impressione, all’esterno, è di una sanità in sofferenza, di un sistema all’interno del quale soffrono sia pazienti che operatori. Ufficialmente per ragioni macro-economiche, mancano i soldi, in pratica per incapacità del manico, di chi comanda, dei manager. Incompetenza, superficialità, sciatteria, assenza di una visione strategica, presunzione? Tutte queste cose insieme, probabilmente. La Giunta Zingaretti ha tagliato tutto quanto si poteva tagliare (fatti salvi alcuni discutibili privilegi e sconti) ed ha ridotto il deficit, ma al contempo ha finito di fiaccare la sanità laziale, completando il pessimo lavoro fatto dalle giunte precedenti. Dirigenti mediocri e dagli orizzonti limitati, incapaci di risolvere e far risolvere l’intasamento dei Pronto Soccorso e l’emergenza liste d’attesa, pur intasando il sistema di provvedimenti. La gente si accorge che le cose non funzionano (la novantenne con infarto cerebellare per cinque giorni in barella al pronto soccorso del San Camillo, gli ascensori che non funzionano al Cpo di Ostia) ma se legge le dichiarazioni di Zingaretti va tutto benissimo, qualcosa non va nella comunicazione? O è una truffa? Ci hanno appena spiegato che la qualità delle cure nel Lazio è migliorata, che non esistono più differenze d’accesso dovute al livello di istruzione né per angioplastica, né per il parto cesareo. Buone notizie anche sulla tempestività degli interventi per la rottura del femore, mentre migliora la qualità della chirurgia oncologica. Tutto qua? E il resto? Proprio negli stessi giorni la Regione adottava una tabella di riferimento riguardante in particolare le prestazioni specialistiche ambulatoriali individuate come “critiche”. Un provvedimento che indica i tempi adeguati per una tipologia di prestazioni, 63 per l’esattezza, tra cui risonanze magnetiche, ecografie, tac, ecocolordoppler, colonscopie, elettrocardiogramma, visite neurologiche, ginecologiche, urologiche. L’elenco delle prestazioni – precisa una nota della Regione – è stato definito dopo una ricognizione effettuata dai competenti uffici regionali relativamente alle tempistiche delle prestazioni specialistiche ambulatoriali adottati da alcune Regioni italiane, da alcune aziende sanitarie regionali del Lazio e dal Sumai”. Dovremmo essere rassicurati? Certo che no. E’ l’ennesimo tentativo di risolvere un problema. Sanzioni per gli inadempienti? Come funziona? Tranquilli, abbiamo scherzato. La Regione informa che “l’applicazione delle norme contenute nel documento sarà oggetto di successivo monitoraggio al fine di valutarne la reale rispondenza ai bisogni dei cittadini, ed anche il supporto nel governo delle liste di attesa, con il contributo delle Società Scientifiche di riferimento, delle aziende sanitarie e delle Associazioni dei Medici”. Se ne riparla con la prossima giunta

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