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Le baby-borseggiatrici rom? Non le ferma nessuno

nomadi_broseggiatrici_metro_roma_cinqueLo racconta e documenta bene il Messaggero, la storia e ad effetto, ma la notizia in realtà non c’è. La polizia ferma delle giovani rom sulla banchina della metropolitana di Roma. Le porta in commissariato e le identifica. Ma dopo poche ore le baby borseggiatrici rom sono di nuovo in azione sulla linea A: gli agenti in borghese della polizia di Roma capitale le bloccano di nuovo alla stazione Barberini mentre accerchiano turisti stranieri. Ma non è un gioco, e, si diceva non è una notizia, perché da anni questa squallida, incredibile realtà viene raccontata e denunciata da media e forze dell’ordine, invano. Tempo fa la raccontava in un’intervista l’allora prefetto Serra, sconfortato e rassegnato. Lo diceva con rabbia: inutile, comandano loro. Loro sono i rom, si può fingere di indignarsi di fronte alla generalizzazione della questione, ma il problema resta. Strutturalmente quel mondo è a parte, ignora e sfugge alle nostre leggi, peggio le irride. Non c’è pena, non c’è sanzione che valga, vincono e comandano loro e lo Stato di diritto, impotente, subisce. La “loro” legge governa i campi autorizzati e quelli abusivi, regola la raccolta illegale nei cassonetti, il commercio illegale di tutto quello che si può riciclare e vendere, regola il borseggio e ogni forma di illegalità elevata a stile di vita. Ciò che non è consentito, tollerato per loro è routine, un cittadino normale verrebbe punito, multato, arrestato. Per loro non c’è minaccia che abbia efficacia. Immarcabili, indomabili. Padroni della città, inutile fare discorsi ipocriti. La storia del Messaggero è emblematica, le bande di baby nomadi agiscono quasi indisturbate, sono minorenni, in pratica intoccabili. E’ complicato e talvolta impossibile anche identificarle. Il loro sorriso sfrontato è un insulto. Girano per i vagoni della metro, presidiano le banchine, Termini, Spagna, Barberini e San Pietro sulla linea A; Colosseo, Cavour e San Giovanni sulla B. I controlli dei vigilantes e delle forze dell’ordine non sono un deterrente.Poliziotti, vigili e carabinieri hanno le armi spuntate nei confronti di queste ladre minorenni. Sembra una sfida a guardia e ladri, un gioco. Qualche ora in caserma e in strutture di assistenza per minori e via, di nuovo in fuga e operative. Non è competenza di nessuno, la responsabilità è condivisa. Non c’è vigilanza, repressione che tenga. Comandano loro. Ci arrendiamo?

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