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Chiude La Rustichella. Lascia Carlo Volpetti: è la fine di una tradizione

rustichellaDopo 44 anni di attività chiude La Rustichella, il ristorante pizzeria di Roma Prati in Via Angelo Emo. È la fine di una era, una tradizione, un punto di riferimento per molti romani, turisti e vip del mondo del teatro e della cultura. Carlo, il proprietario, lascia per il momento anche se, confessa, potrebbe tornare magari in una dimensione differente, più piccola. Con lui abbandonano il ristorante – loro malgrado – camerieri, cuochi, aiutanti che per tanti anni lo hanno affiancato e accompagnato servendo e consigliando piatti di tutti i tipi Carlo intanto torna nella sua Accumoli, suo paese natale, uno dei luoghi devastati dal terremoto. Al suo posto, una new entry; lavorerà sempre nella ristorazione, ma con una sua squadra. Sarebbe già pronto a partire nelle prossime ore.

Perchè questa decisione presa così all’improvviso. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, racconta Carlo, è stata l’ultima visita dei Nas che durante i loro controlli, per una maniglia rotta di un frigorifero (sistemata comunque alla meno peggio), hanno fatto una multa di duemila euro, aggravata anche dal fatto di non aver indicato su un registro la temperatura estiva dei frigoriferi. Il resto del locale è sempre stato in regola. Mai un richiamo, nessuna cosa fuori posto. Carlo paga regolarmente anche 6.800,00 euro all’anno per i tavolini all’esterno sulla strada: tutto regolare. Ma adesso non è può più. Dopo quella multa ha chiamato il compratore – che già da tempo lo corteggiava – e ha firmato, con le lacrime agli occhi, il passaggio di proprietà della licenza.

Poche ore al cambio di guardia. Occasione per andare a mangiare un ultimo boccone servito dal suo staff prima dell’atteso arrivederci. Si respira un’atmosfera diversa. All’amarezza della chiusura prevale il ricordo di 44 anni di attività. Carlo agli inizi ne aveva appena 4 di età quando la sua famiglia iniziò a lavorare all’interno di queste mura, differenti, spazi più piccoli, locale simile più a una trattoria di 50 posti. Poi il rinnovo nel 1989: da quell’anno è sempre stato così. Ma qualcosa è cambiato. In passato i poteva arrivare a cucinare anche fino a 400 persone in una sera; oggi è un lusso arrivare anche a 150. Prima la vita era più tranquilla, si lavorava di più, c’erano le famiglie: si respirava più Roma e meno turismo. Oggi è tutto più caotico, veloce e anche i clienti del passato si sono trasferiti in altri quartieri, quando non in altre città.

Ecco quindi l’affetto per i clienti, persone comuni, ma anche giornalisti, attori che hanno scelto per anni la Rustichella come punto di riferimento. Poi l’amore per lo sport e la Lazio: tanti calciatori hanno mangiato in questo locale.

Carlo chiude. Lascia il suo cuore e la sua anima, con la speranza che tutto quello che è stato costruito in 44 anni, possa continuare anche nel futuro.

Francesco Vitale

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