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IL CASO ALESSIO – Umberto I, finisce un ciclo. Arriva il commissario

domenico-alessio-dg-policlinico-umberto-i-roma-300x225Mimmo Alessio decade a fine mese, dopo un quinquennio di fuoco passato alla guida del Policlinico Universitario Umberto I. Non sarà più direttore generale del più importante ospedale di Roma, ma potrebbe continuare a gestirlo come commissario straordinario ancora per un po’, per assicurare un trapasso dolce, senza scosse, ad una nuova gestione. La consiliatura regionale va a finire, si vota in primavera (c’è anche l’ipotesi di elezioni anticipate), c’è una confusissima campagna elettorale in atto. Nessuno vuole bruciarsi, non si trova un manager disposto a sacrificarsi per pochi mesi su una sedia incandescente. E se Zingaretti perdesse le elezioni…? Dunque fase di stallo, niente Panella (oggi dg della sanità regionale) a coprire il buco, niente spostamenti eccellenti (si era parlato del primo della classe, Tanese, oggi saldamente al comando della Asl Roma 1). Comunque la giunta Zingaretti ha ufficializzato l’altra sera il commissariamento del Policlinico. E Alessio (una poltrona di comando all’Ipab più ricca di Roma per finire degnamente la carriera?) sorride soddisfatto, dopo un lunghissimo percorso dirigenziale in sanità, lui che viene dal management delle aziende pubbliche di Stato e che ha “assaggiato” anche la politica.«Posso dire di essere stato il più longevo degli ultimi direttori generali, l’unico che è arrivato a fine contratto – dice – non sarò certo io ad auto candidarmi a commissario, ci mancherebbe». E aggiunge sornione: «Ma è meglio uno del 1939 come me che lavora 15 ore al giorno di un rincoglionito di quarant’anni». Fatto sta che in Regione stanno cercando il manager a cui affidare in forma provvisoria l’ospedale che solo per il numero di dipendenti, 5.000, vale una cittadina grande come Trevignano Romano. Inizialmente si era pensato a Vincenzo Panella, attuale direttore del settore Sanità in Regione, ma non sembra una soluzione praticabile. «E difficilmente – prevede Alessio – nomineranno un nuovo direttore generale prima delle elezioni». Va sempre ricordato che il nuovo direttore generale andrà nominato dalla Regione d’intesa con l’Università La Sapienza.
TRANSIZIONE
Per uno dei più importanti ospedali d’Europa si prospetta l’ennesimo periodo di transizione, dopo gli anni turbolenti dello scandalo delle gallerie ipogee e delle inchieste giudiziarie del decennio scorso. Restano a galleggiare gli appalti per la ristrutturazione del complesso che si estende su 300 mila metri quadrati per cui si prevede di spendere 240 milioni di euro, con cantieri che potrebbero andare avanti per almeno dieci anni.Le gare non sono ancora partite, l’obiettivo è comunque realizzare i lavori di ristrutturazione di un complesso risalente all’inizio del Novecento, con tutti i vincoli del caso, andando avanti per scaglioni, da padiglione a padiglione, senza sospendere l’attività ospedaliera. L’Umberto I ha cinquemila dipendenti,assicura 1.200 posti letto e, solo in pronto soccorso, accoglie ogni anno 140.000 pazienti. Una realtà sanitaria troppo importante per essere lasciata andare allo sbando.

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