Madre Teresa, la Santa più potente del mondo - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

Madre Teresa, la Santa più potente del mondo

madre_teresa_bSono passati vent’anni esatti da quel 5 settembre 1997 quando, all’età di 87 anni, chiuse gli occhi colei che il mondo considerava già Santa prima della futura proclamazione ufficiale: Madre Teresa di Calcutta. Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, questo il suo vero nome, era nata a Skopje, un tempo città albanese ed oggi capitale della Repubblica di Macedonia, da una famiglia benestante. Quando all’età di otto anni rimase orfana di padre, la famiglia dovette affrontare non pochi problemi anche di carattere economico ma, racconterà la piccola grande Suora durante le varie interviste rilasciate, la madre non chiuse mai la porta della propria casa e del proprio cuore verso coloro che versavano in più gravi difficoltà. “Io – disse Madre Teresa – non capivo chi fossero tutte quelle persone che mia madre aiutava. Un giorno glielo chiesi e lei mi disse che erano parenti ed amici. Solo più tardi capii che erano Poveri”. A diciotto anni, nel 1928, decise di prendere i voti entrando come aspirante nelle Suore di Loreto, un ramo dell’Istituto della Beata Vergine Maria che svolgeva attività missionarie in India. Dopo un primo colloquio a Parigi, venne inviata a Dublino, dove rimase poco più di un mese per imparare l’inglese e ricevere il velo di postulante. Nel 1929 raggiunse l’India e, dopo una breve sosta a Calcutta, venne inviata nel Darjeeling, alle pendici dell’Himalaya, per completare la sua preparazione. Qui si fermò due anni, studiando le lingue inglese e bengali ed insegnando nella scuola annessa al convento. Il 1937 fu l’anno che vide la consacrazione della Suora ad una vita dedicata a Dio. Fu a Darjeeling che la giovane pronunziò i voti perpetui divenendo così Madre Teresa, nome che mantenne per il resto della vita. Ma la sua vita avrebbe preso una direzione che nemmeno la stessa Teresa immaginava. Correva l’anno 1946 quando avvenne quella che la Santa ribattezzò “la Chiamata nella Chiamata”. La sera del 10 settembre partì in treno per recarsi a Darjeeling, per svolgere dieci giorni di esercizi spirituali. Fu proprio in quella notte di viaggio, a contatto con condizioni di povertà estrema che una voce da dentro le parlò con insistenza: “Quella notte aprii gli occhi sulla sofferenza e capii a fondo l’essenza della mia vocazione […] Sentivo che il Signore mi chiedeva di rinunciare alla vita tranquilla all’interno della mia congregazione religiosa per uscire nelle strade a servire i poveri. Era un ordine. Non era un suggerimento, un invito o una proposta […]” (Cit. in Renzo Allegri, “Madre Teresa mi ha detto”, Ancora Editrice, Milano, 2010). Per dieci anni Madre Teresa operò solo nel territorio di Calcutta: nel 1959 aprì una nuova struttura a Ranchi, nello stato indiano dello Jharkhand. Papa Paolo VI, nel 1965, concesse alle Missionarie della carità il titolo di “congregazione di diritto pontificio” e la possibilità di espandersi anche fuori dall’India. Il 26 luglio 1965 a Cocorote, in Venezuela, venne quindi aperta la prima casa della congregazione all’estero. Fu poi la volta di sedi in Africa, America, Asia ed Europa nel corso degli anni settanta, ottanta e novanta. Nel frattempo, la fama di Madre Teresa cresceva anche grazie alla costante attenzione che la sua attività riceveva da parte dei media. Nel corso degli anni ottanta nacque l’amicizia con Papa Giovanni Paolo II. I futuri Santi si scambiavano spesso visite reciproche. Fu proprio l’appoggio del papa polacco a far sì che Madre Teresa riuscisse ad aprire ben tre case a Roma, fra cui una mensa nella Città del Vaticano dedicata a Santa Marta, patrona dell’ospitalità. Negli anni novanta, le Missionarie della Carità superarono le quattromila unità con cinquanta case sparse in tutti i continenti. Nel 1979 il riconoscimento di tanta operosità venne esternato con l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace. Per l’occasione la piccola grande Suora rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale per i vincitori, e chiese che i 6000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta, che avrebbero potuto essere sfamati per un anno intero: “le ricompense terrene sono importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo” disse. Le sue frasi semplici e dirette furono un esempio per il mondo intero. Il Cardinal Angelo Comastri, presidente della Fabbrica di San Pietro e vicario generale del papa per la Città del Vaticano, figlio spirituale di Madre Teresa ha raccontato che dopo l’incontro a avvenuto tra la Suora di Calcutta e la Principessa Diana, ci furono molti dubbiosi che fecero notare il contrasto tra un modo di operare semplice e povero e l’incontro con una donna nobile, abituata a vivere nel lusso (qual’era Lady D.) che in quel momento riempiva le copertine dei più importanti giornali di gossip. A tale sottolineatura Teresa rispose nel seguente modo: “Io non ho incontrato la Principessa Diana ma l’infelice Diana. E’ una cosa molto diversa”. Ed ancora, ricorda il Cardinale, “una volta un giornalista disse in maniera un po’ arrogante: <<Madre, lei ha settanta anni! Quando lei morirà, il mondo sarà come prima. Che cosa è cambiato dopo tanta fatica?>> Madre Teresa avrebbe potuto reagire con un po’ di santo sdegno ed invece fece un sorriso luminoso, come se le avessero dato un bacio affettuosissimo. E aggiunse: «Vede, io non ho mai pensato di poter cambiare il mondo! Ho cercato soltanto di essere una goccia di acqua pulita, nella quale potesse brillare l’amore di Dio. Le pare poco?». Il giornalista non riuscì a rispondere, mentre attorno alla Madre si era creato il silenzio dell’ascolto e della emozione. Madre Teresa riprese la parola e chiese al giornalista “sfacciatello”: «Cerchi di essere anche lei una goccia pulita e così saremo in due. È sposato?». «Sì, Madre». «Lo dica anche a sua moglie e così saremo in tre. Ha dei figli?». «Tre figli, Madre». «Lo dica anche ai suoi figli e così saremo in sei …»” Nel 1991 una polmonite la colpì violentemente e l’anno seguente ebbe nuovi problemi cardiaci. Il 13 marzo 1997, ormai anziana, lasciò definitivamente la guida delle Missionarie della carità, alla cui guida subentrò suor Nirmala Joshi. A marzo dello stesso anno incontrò per l’ultima volta il suo Amico Papa Giovanni Paolo II, prima di rientrare a Calcutta dove morì il 5 settembre seguente, all’età di 87 anni. La sua scomparsa suscitò grande commozione nel mondo intero: l’India le riservò solenni funerali di stato, che videro un’enorme folla di tutte le religioni, razze e lingue oltre alla presenza di importanti autorità del mondo intero. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Javier Pérez de Cuéllar, arrivò persino a dichiarare: “Lei è le Nazioni Unite. Lei è la pace nel mondo.” Nawaz Sharif, primo ministro del Pakistan, disse inoltre che Madre Teresa era “un raro e unico individuo che ha vissuto a lungo per più alti scopi. La sua lunga vita di devozione alla cura dei poveri, dei malati e degli svantaggiati è stata uno dei più grandi esempi di servizio alla nostra umanità.” Con una deroga speciale Giovanni Paolo II fece aprire il processo di beatificazione a soli due anni dalla sua morte e il 17 dicembre 2015 papa Francesco ha promulgato il decreto circa il miracolo attribuito all’intercessione della beata Teresa di Calcutta, ultimo passo richiesto per la sua canonizzazione. Nel concistoro del 15 marzo 2016 ha firmato il decreto di canonizzazione avvenuta poi il 4 settembre successivo Madre Teresa riposa a Calcutta, presso la sede delle Missionarie della carità. Sulla semplice tomba bianca è stato inciso un verso del Vangelo di Giovanni: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi.”

Stefano Boeris

email

Bisogna effettuare il login per inviare un commento Login