GdF arresta tre imprenditori per bancarotta fraudolenta - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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GdF arresta tre imprenditori per bancarotta fraudolenta

gdfNella mattinata odierna, finanzieri del Comando provinciale di Roma, all’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica capitolina, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal giudice delle indagini preliminari del locale Tribunale nei confronti di tre imprenditori, Pierini Andrea, De Angelis Mauro e De Giovanni Fabrizio, resisi responsabili, in concorso, del reato di bancarotta fraudolenta di una societa’, la Valorizzazioni immobiliari S.r.l., con sede nella Capitale ed operante nel settore della costruzione di edifici residenziali. I destinatari delle odierne misure, oltre ad avere precedenti specifici in materia di reati fallimentari, figurano nelle compagini sociali di numerose imprese, molte delle quali non hanno mai presentato dichiarazioni fiscali. In particolare, il De Angelis, funzionario di banca in pensione, ha nel tempo assunto cariche in ben 44 societa’, molte delle quali gia’ fallite, mentre in altre riveste il ruolo di liquidatore. L’utilizzo ‘personalistico’ delle partecipazioni societarie ha trovato conferma nella palese sproporzione tra i modestissimi redditi dichiarati dagli indagati e il loro elevato tenore di vita, dimostrato, tra l’altro, dal possesso di auto di lusso, tra cui una Jaguar, una Land Rover ed un Suv Infinity. Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma hanno dimostrato che il Pierini e il De Angelis, quali rappresentanti legali pro tempore della fallita, in concorso con l’amministratore di fatto De Giovanni, hanno messo in atto una strategia criminosa finalizzata ad appropriarsi dei beni della societa’ fallita, anche attraverso una societa’ con sede a Londra, riconducibile ad uno degli arrestati, che ha acquisito ad un prezzo irrisorio la partecipazione piu’ rilevante della stessa Valorizzazioni Immobiliari S.r.l. Cosi’ in un comunicato la Guardia di Finanza di Roma

Inoltre, i tre imprenditori, prima del fallimento, hanno tentato di vendere numerosi appartamenti di proprieta’ della fallita, riuscendo ad intascare i corrispettivi dei contratti preliminari stipulati con gli acquirenti. È stato altresi’ accertato che gli indagati, oltre a non aver onorato i debiti fiscali e contributivi della societa’, per un ammontare complessivo di oltre 250.000 euro: non hanno pagato le cartelle esattoriali emesse nei confronti di altre societa’ a loro riconducibili, gran parte delle quali parimenti fallite; hanno distratto beni patrimoniali della fallita per circa 3 milioni di euro, corrispondente alla differenza tra l’attivo indicato nell’ultimo bilancio di esercizio ed il valore degli immobili di ancora di pertinenza dell’impresa. Ai protagonisti della vicenda e’ stata contestata anche la sottrazione della documentazione contabile della societa’, mai consegnata alla curatela, che – come si legge nel decreto del gip – “rappresenta l’ovvio strumento per porre in essere le condotte utilitaristiche in favore dei soci ed in pregiudizio dei creditori”. L’operazione e’ stata eseguita nelle province di Roma, Milano e Terni con l’ausilio dei locali Reparti del Corpo, conclude la Guardia di Finanza di Roma

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