Spallanzani, a caccia del nemico invisibile - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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Spallanzani, a caccia del nemico invisibile

Parla Chiara Agrati, dirigente biologo responsabile U.O.S.D. Immunologia cellulare e farmacologia dell’INMI Spallanzani

Dietro la notte dei ricercatori programmata all’interno dell’’Irccs di via Portuense c’è la rappresentazione di una strategia di contrasto delle malattie infettive che si è affinata e perfezionata nel tempo. Prevenire, curare, diagnosticare, l’Istitituto è in prima linea nella lotta contro quel nemico invisibile. Proprio nei giorni scorsi nei suoi laboratori è stato isolato il virus della febbre Chikungunya. A Chiara Agrati, dirigente biologo responsabile U.O.S.D. Immunologia cellulare e farmacologia dell’INMI abbiamo chiesto di spiegarci l’iniziativa del 29 settembre

notte_europea2Perché una notte europea dei ricercatori?
La Notte Europea dei Ricercatori è un’iniziativa promossa a partire dal 2005 dalla Commissione Europea e coinvolge ogni anno moltissime istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. L’obiettivo principale di questa iniziativa è quello di permettere un incontro tra ricercatori e cittadini, giovani e adulti, per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante. Gli eventi scientifici sono effettuati contemporaneamente in più di 300 città europee e comprendono esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, spettacoli e concerti. In particolare, per il cittadino è possibile immergersi in esperimenti di fisica, biologia, matematica, astronomia per avere degli assaggi della straordinaria ricchezza e potenzialità della scienza. L’Italia ha aderito da subito all’iniziativa europea con una molteplicità di progetti che ne fanno tradizionalmente uno dei paesi europei con il maggior numero di eventi sparsi sul territorio. Quest’anno anche l’INMI Spallanzani ha aderito al progetto proponendo un programma focalizzato sulle strategie per scovare i microbi, i nostri nemici invisibili.
Il nemico invisibile è molto legato alla storia di Lazzaro Spallanzani e ci porta sicuramente indietro nel tempo, ma oggi quanto è attuale e, soprattutto, quanto è conosciuto seppur ancora invisibile?
La storia della microbiologia trova le sue radici negli esperimenti di Spallanzani che confutò la teoria della generazione spontanea dimostrando la presenza di germi circolanti nell’atmosfera. Da qui la teoria della sterilizzazione sviluppata da Louis Pasteur un secolo dopo. Da allora sono stati fatti passi da gigante nella comprensione dei meccanismi di replicazione microbica, nella messa a punto di metodologie diagnostiche e nella definizione di protocolli terapeutici. Conosciamo sempre di più i microbi (virus, batteri, parassiti), li possiamo vedere mediante tecniche di microscopia ottica e elettronica, li possiamo distinguere tramite metodiche molecolari e li possiamo combattere con farmaci sempre più efficaci. Ma le battaglie contro i nostri nemici non sono terminate. I cambiamenti climatici e la globalizzazione stanno allargando la diffusione di alcune infezioni, un tempo confinate solo in alcun paesi. L’emergere o il riemergere di nuovi microbi (Ebola, Zika, febbre gialla) richiedono sempre più capacità di sviluppo di tecniche diagnostiche per la diagnosi precoce e collaborazioni internazionali in grado di coordinare e focalizzare gli sforzi di tutti; l’emergere di ceppi microbici resistenti agli antibiotici richiede capacità di identificazione di tali ceppi e rapido sviluppo di nuovi farmaci.

Questa notte allo Spallanzani sarà caratterizzata da un viaggio all’interno dei laboratori che per l’occasione rimarranno aperti con 6 percorsi. In particolare il suo percorso è dedicato alle infezioni e alla funzione delle diverse cellule del sangue. I partecipanti cosa avranno l’opportunità di fare?
Nel percorso dedicato alla risposta immunitaria alle infezioni, dopo una breve introduzione teorica sulle armi che ha il sistema immunitario per combattere le infezioni, i partecipanti avranno la possibilità di vedere dal vivo come si separano i globuli bianchi dal sangue, come si contano e come si possono colorare per distinguerli (linfociti, monociti e polimorfonucleati) al microscopio ottico. Nella seconda parte, i partecipanti vedranno come si possono studiare le cellule del sangue con uno strumento chiamato citofluorimetro che si basa sulla possibilità di “accendere” le cellule facendole diventare fluorescenti in diversi colori.
Le tre parole d’ordine sono sempre: prevenire, curare, diagnosticare. In che modo lo Spallanzani risponde a queste esigenze e come utilizzare le nuove tecnologie per arrivare alla mente e al cuore dei pazienti e di tutti i cittadini in genere
Lo Spallanzani è l’Istituto Nazionale per le malattie infettive ed è in prima linea nella lotta contro le queste. Nell’ambito della prevenzione lo Spallanzani promuove la formazione del personale, promuove le vaccinazioni e ha un ambulatorio di malattie tropicali che accompagna i viaggiatori prima e dopo il viaggio per prevenire le infezioni.
Nell’ambito della cura, lo Spallanzani è l’Istituto di riferimento nella gestione di malattie emergenti, delle epatiti, del morbillo e rosolia e gestisce migliaia di pazienti con infezione da HIV cronica. Ha reparti che prevedono stanze di isolamento per le infezioni a trasmissione respiratoria e due stanze di alto isolamento utilizzate per la gestione dei due pazienti italiani con infezione da virus Ebola. Nell’ambito diagnostico, il personale di laboratorio è specializzato nella messa a punto rapida di metodiche diagnostiche volte ad identificare nuovi virus che emergono all’attenzione della sanità pubblica. La diagnosi rapida rappresenta infatti il punto centrale nella gestione delle malattie infettive. Infatti, l’identificazione rapida di un caso permette il suo corretto isolamento e la ricerca dei contatti per verificare un’eventuale trasmissione. Per far questo, lo Spallanzani fa parte di reti nazionali ed internazionali che permettono scambio di idee, di informazioni e i reattivi necessari per la diagnosi di malattie nuove.

Francesco Vitale

 

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