La notte dei ricercatori allo Spallanzani, in tanti "Contro un nemico invisibile" - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

La notte dei ricercatori allo Spallanzani, in tanti “Contro un nemico invisibile”

spallanzani_group_ricercatoriSolo le iniziative che servono davvero. Se domani le cose andranno meglio per tutti ci piace pensare che sarà stato anche merito di quei ricercatori entusiasti che hanno cercato di far passare la loro passione a giovani e adulti nella famosa “notte” trascorsa tra provette e alambicchi nei laboratori degli istituti di ricerca. E’ accaduto anche all’Inmi Spallanzani, dove in tanti,  oltre 300 tra adulti e bambini, hanno visitato i sei percorsi previsti,  guidati da medici e ricercatori che, con molta emozione, hanno spiegato la loro quotidiana lotta “Contro il nemico invisibile”. In chiaro, le malattie infettive, le piccole e grandi epidemie. Ammirevole, ben riuscita  l’organizzazione dei tempi e degli spostamenti; dalla sicurezza all’ingresso di Via Portuense che ha aiutato i visitatori a raggiungere il punto di partenza della serata; allo staff predisposto all’accoglienza e a dare tutte le informazioni a famiglie con bambini a studenti di scuola superiore accompagnati dagli insegnanti, ad alcuni dipendenti dello stesso Spallanzani.  C’era perfino una “apetta” con piccolo chiosco per il ristoro. Si diceva dei sei percorsi,   indicati con 6 colori diversi;  ritmi precisi, avanti  in piccoli gruppi  guidati dal coordinatore di ciascun percorso. Un vero viaggio diviso in tappe di 20-30 minuti ciascuno, con prove pratiche sul campo. Ogni percorso prevedeva una breve introduzione con l’aiuto di diapositive e cartelloni colorati attaccati sui muri. Linguaggio semplice ma chiaro, con la percezione evidente dei  ricercatori, chiamati a ripetere più volte la loro spiegazione. Aria molto familiare. Anche il direttore generale Marta Branca indossava una maglietta colorata e girava per i vari reparti. C’erano anche il direttore scientifico Ippolito, quello sanitario, Magrini. Lo Spallanzani apre  le porte all’esterno, questo il messaggio. Un evento straordinario per gli stessi medici, per i ricercatori, abituati a dialogare quasi solo con cellule, virus, anticorpi e microscopi vari. Hanno potuto parlare del proprio lavoro all’esterno e farlo mettere in pratica. Ecco allora alcuni studenti pronti a colorare una cellula del nostro sangue per poi vederla al microscopio; una emozione unica per i bambini, trasportati virtualmente in un laboratorio da campo per lo studio di Ebola: saranno poi pronti a lavorare alcuni campioni biologici in una cabina di sicurezza. Tutti soddisfatti, alla fine,. Esperimento riuscito per lo Spallanzani. La  c accia al nemico invisibile – la malattia infettiva – che ogni giorno aggredisce la comunità continua nella quotidianità del lavoro. L’Irccs di via Portuense si muove in questo solco e ha un ruolo centrale nel monitoraggio delle malattie infettive (quindi delle epidemie), nella loro gestione a largo raggio e nella programmazione delle contromisure. Ora lo sanno anche i bambini.

Francesco Vitale

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