93 anni fa la prima stazione radiofonica italiana - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
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93 anni fa la prima stazione radiofonica italiana

radio_anni20Correva l’anno 1924 quando alle ore 21 del 6 ottobre, venne dato l’annuncio che avrebbe decretato l’apertura di un nuovo mondo d’informazioni: la messa in onda della prima trasmissione radiofonica italiana. La voce della violinista Ines Donarelli entrò nelle case di quegli italiani più fortunati con queste parole: “URI (Unione Radiofonica Italiana). 1-RO: Stazione di Roma. Lunghezza d’onda metri 425. A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana per il servizio delle radioaudizioni circolari. Il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando, Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani, eseguirà Haydn dal quartetto “Opera 7”, I e II tempo”. Un messaggio destinato a passare alla Storia quello che, dalla stazione San Filippo di Roma (nell’attuale quartiere Parioli), venne pronunciato. Cominciò così il cammino della radio in Italia che, come detto, all’inizio era riservata a pochi fortunati abbonati e che solo la diffusione di apparecchi più maneggevoli ne fece un fenomeno di massa. Fondamentale fu l’introduzione degli spazi pubblicitari a partire dall’anno 1926, grazie ai quali vennero trovate risorse finanziare per poter ampliare i palinsesti di nuovi contenuti. Oltre al celebre “radiogiornale”, i programmi più seguiti erano i concerti di musica leggera (con motivi storici come “Tulipan del “Trio Lescano” e “Mille lire al mese di Gilberto Mazzi), le romanze, gli sketch degli attori più amati dal pubblico (come Vittorio De Sica e Alberto Sordi, destinati poi a farsi conoscere fisicamente con il cinema la televisione). Molti volti dello spettacolo che hanno scritto pagine importanti della storia televisiva e/o del grande schermo hanno iniziato a muovere i primi passi proprio grazie alla Radio: si va da Mike Bongiorno a Corrado, passando per Oreste Lionello ed Enzo Tortora e ancora Piero Angela e molti altri. Voci storiche di quei primi anni furono l’annunciatrice Maria Luisa Boncompagni ed il presentatore Nunzio Filogamo. E’ doveroso soffermarsi un momento sull’importante ruolo che ebbero le radiocronache sportive; non si può non ricordare voci del giornalismo sportivo come Nicolò Carosio (per le partite di calcio) e Mario Ferretti (per le gare di ciclismo). Negli anni avvenire il numero degli abbonati URI (che nel 1928 si trasformerà in EIAR) crebbe notevolmente toccando la cifra di ben 500.000 nel 1935. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale il Fascismo fece del mezzo radiofonico uno strumento di propaganda per la diffusione di annunci e fatti relativi al conflitto bellico. Ciononostante la radio aumentò la platea di ascoltatori, arrivando, nel 1940, al milione e mezzo di abbonati! Con la nascita della RAI, nel 1944, l’offerta si ampliò notevolmente grazie alla comparsa di giochi a quiz e programmi divulgativi e, nel 1951, con l’istituzione del Festival di Sanremo. Insomma possiamo dire, senza timore di smentita, che la Radio ha rappresentato la progenitrice di Internet e di tutti i programmi (o App se preferite) che oggi si utilizzano per trasmettere informazioni, notizie, idee, opinioni, commenti ecc. ecc. Certo è che senza l’invenzione di Guglielmo Marconi che ideò il primo “Wireless” della Storia ovvero un efficace sistema di comunicazione con la telegrafia senza fili, via onde radio, oggi tutto ciò che usiamo quotidianamente e senza più meraviglia non sarebbe mai esistito. Che bello se ai giovani venisse fatto riscoprire questo strumento meraviglioso, non solo dal punto di vista musicale ma anche culturale. Sì perché il panorama radiofonico non è limitato solo a stazioni che trasmettono musica h24 ma va oltre i nostri confini mentali. E’, per così dire, una sorta di viaggio immaginario dove si possono raggiungere le nazioni più lontane, ai confini della Terra, grazie alla ricezione di frequenze che possono portare il mondo in casa nostra. Auguri dunque per questi 93 anni di trasmissioni radiofoniche e Ad maiora!

S.B.

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