SAN GIOVANNI ADDOLORATA - Un porto sicuro per il paziente anziano - Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio | Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio
Direttore responsabile Giovanni Tagliapietra

SAN GIOVANNI ADDOLORATA – Un porto sicuro per il paziente anziano

Parla Lorenzo Palleschi, direttore del reparto di Geriatria dell’Azienda Ospedaliera “San Giovanni dell’Addolorata” di Roma. Le patologie e i disagi caratteristici dell’età avanzata crescono in progressione geometrica, ma la logica del reparto è quella di limitare al massimo la durata della degenza e di proseguire cura e sostegno in regime di day hospital. Salute mentale e autonomia obiettivi principali in una logica di prevenzione e contenimento

ospedale-san-giovanni-addolorata-infezione-contagio10La geriatria è un ramo della gerontologia che studia i mezzi terapeutici, dietetici e igienici atti a ritardare il processo d’invecchiamento fisiologico, o a prevenire e curare i processi patologici propri dell’età senile. Il reparto, quindi, si preoccupa di assistere pazienti anziani che necessitano di trattamenti intensivi e fornisce prestazioni ambulatoriali all’anziano “fragile”, con attività diagnostiche e riabilitative.Il direttore del reparto di Geriatria dell’Azienda Ospedaliera “San Giovanni dell’Addolorata” di Roma è il dott. Lorenzo Palleschi.

Chi sono i pazienti che ogni giorno assistete in reparto?
Sono persone molto anziane, ad oggi l’età media dei pazienti ricoverati nel presidio di degenza per i casi più gravi è di 85 anni. La nostra attività non si limita però soltanto a loro. Forniamo ogni tipo di assistenza sanitaria a tutti coloro la cui situazione psico-fisica li identifica come “anziani fragili”, con disagi e patologie caratteristiche dell’età avanzata. Il nostro ambulatorio accoglie sia persone che inviate come controllo post dimissione, ovvero i ricoverati che devono sottoporsi a controlli periodici, sia persone che vengono dal CUP, dal territorio, dal medico di famiglia. È un punto di riferimento.

Come è organizzato il reparto di Geriatria?
Siamo un’unità operativa complessa che si compone di due realtà: un reparto di degenza per i casi “acuti”, dove ci occupiamo di malati che necessitano di trattamenti intensivi, e un Day Hospital dedicato a tutte quelle attività ambulatoriali che permettono al paziente di venire la mattina e tornare a casa a pranzo.

L’ospedale spaventa il paziente anziano?
Abbiamo organizzato il lavoro per cercare di limitare al massimo la durata della degenza, consapevoli del fatto che l’ospedale è un luogo necessario ma che può risultare pericoloso per le persone in età avanzata e ancor più per coloro che hanno già problemi di autonomia personale nella gestione degli atti della vita quotidiana. Per questo cerchiamo di limitare al massimo la permanenza da ricoverati, utilizzando poi l’assistenza in Day Hospital. Molto spesso proponiamo ai pazienti che vengono ricoverati di uscire e continuare, se possibile, l’iter diagnostico e terapeutico in Day Hospital.

Qual è l’aspetto più importante, quello a cui puntate come obiettivo del vostro lavoro?
La salute mentale e l’autonomia del paziente. L’ambulatorio geriatrico si occupa dei vari aspetti della salute delle persone anziane. Uno dei più importanti è quello che riguarda le demenze e più in generale i disturbi cognitivi. Il “San Giovanni dell’Addolorata” è uno dei centri accreditati dalla Regione Lazio, quelli che prima si chiamavano “Centri UVA” (Unità Valutazione Alzheimer, ndr.) e che oggi sono i “CDCD” (Centri Deficit Cognitivi Demenze, ndr.). Delle oltre 4mila prestazioni ambulatoriali erogate in tutto all’anno, in gran parte sono attribuibili a questo ambito.

. Quali indizi nelle persone anziane fanno capire che è giunta l’ora di un controllo medico?
Nelle persone molto anziane gli indicatori di salute cambiano e diventa molto importante il parametro della velocità di deambulazione: la capacità di camminare è un indicatore di salute estremamente importante. Tutto ciò che agisce per il mantenimento di questa capacità contribuisce anche alla salute generale della persona.

Prevenire è meglio che curare. Cosa può fare una persona anziana per mantenersi “in forma”?
Quando parliamo di prevenzione ci dobbiamo riferire necessariamente alle differenti classi d’età. Gli ultra 85enni sono sensibilmente diversi, anche da un punto di vista biologico, agli anziani “meno anziani”. Man mano che si va avanti con l’età, ciò che è valido per i giovani e gli adulti non vale più. La passeggiata quotidiana assume un valore esponenzialmente maggiore rispetto al passato. Camminare può sembrare un intervento banale, ma è non solo economico, ha anche una portata in termini di salute importante. Oltre a questo esistono interventi preventivi mirati su gruppi già a rischio.

Vale a dire?
In reparto abbiamo avviato già da qualche tempo un’iniziativa particolare. Si chiama “La scuola del passo”. Realizzata in collaborazione con i reparti di medicina fisica e di riabilitazione dell’azienda ospedaliera, accogliamo tutti i pazienti che hanno subito cadute o che sono stati valutati “a rischio di cadute”, o che soffrono di difficoltà a camminare. Proponiamo loro un ciclo di incontri bisettimanali: gruppi di 6-8 persone che vengono assistiti durante attività motorie personalizzate, con l’ausilio del fisioterapista. “La scuola del passo” ha avuto un riscontro molto positivo tra gli utenti. Agiamo in maniera specialistica e tante volte questo significa salvargli la vita, fargli evitare la frattura di un femore, o preservar loro un’autonomia anche al di fuori delle mura domestiche ancora per qualche anno.

Gabriele Aluigi

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