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Lago Bracciano, la Regione Lazio blocca Acea: basta prelievi o il bacino muore

lago_braccianoLa Regione Lazio scende in campo in difesa del Lago di Bracciano. Dopo i prelievi d’acqua selvaggi effettuati la scorsa estate da Acea, arriva il freno categorico della Direzione Generale Risorse idriche e difesa del suolo: fintanto che il lago non tornerà a superare la soglia di 161,90 metri sul livello del mare, la multiutility leader del settore idrico non potrà toccare l’acqua del lago.Per rendere ineludibile il nuovo stop, la Regione ha annunciato che verrà impiantato un misuratore di portata negli impianti Acea Ato 2 di Castello Vici, per controllare le captazioni.
Una decisione che arriva mesi dopo il picco di crisi idrica a Roma e all’SOS lanciato dal Comitato di tutela dei laghi di Bracciano e Martignano, che segnalavano come l’ecosistema stesse subendo le gravissime conseguenze delle captazioni massive di Acea.
Dal canto suo, l’azienda di servizi idrici è tranquilla: a ottobre ha annunciato e ribadito più volte di aver interrotto in data 14 settembre ogni captazione da Bracciano. Con i lavori di manutenzione delle tubature del sottosuolo romano, infatti, Acea è riuscita a salvare 2.300 litri d’acqua al secondo. Acqua che fino alla scorsa estate veniva convogliata dalla rete di tubi colabrodo e filtrando dalle giunture andava dispersa nel terreno, senza mai raggiungere case e negozi.
La Regione Lazio ha ribadito inoltre il proprio impegno di rendere pubblici i dati relativi alle captazioni alle istituzioni del Lago: i sindaci dei Comuni di Anguillara Sabazia, Sabrina Anselmo, di Bracciano, Armando Tondinelli e di Trevignano Romano, Claudia Maciucchi, insieme a Vittorio Lorenzetti, Presidente del Parco Regionale di Bracciano-Martignano e a Renato Cozzella, Presidente del Consorzio di Navigazione del Lago di Bracciano.
Il chiarimento della Direzione Generale Risorse idriche e difesa del suolo arriva proprio in risposta a queste stesse istituzioni, che nonostante la fine dei prelievi intensivi dal lago sottolineano l’esigenza della tutela dell’ecosistema a partire dai mesi in cui la crisi idrica, con le piogge abbondanti di novembre, si sente di meno.
Nella diffida presentata alla Regione, le Istituzioni del Lago chiedevano non solo di provvedere alla installazione di apparecchiature di misura del livello del lago e delle captazioni Acea, ma anche di installare presso gli impianti delle saracinesche che si attivassero automaticamente nel caso Acea non rispettasse i limiti imposti dalla cessione. Un ulteriore elemento di auto-tutela per il lago, insomma, che la Regione per ora non può garantire. Bisognerà aspettare la definizione della nuova cessione per introdurre un simile meccanismo.
Intanto però lo stop ai prelievi è stato imposto. La soglia di 161,90 metri sul livello del mare corrisponde a meno 114 centimetri rispetto allo zero idrometrico. Oggi, il livello del Lago di Bracciano si trova ben al di sotto ed oscilla tra i meno 194 e i meno 195 centimetri.
In una dichiarazione congiunta le Istituzioni del Lago affermano: “Accogliamo con grande soddisfazione la comunicazione della Regione Lazio e non possiamo che essere gratificati nel vedere che alcune delle nostre richieste siano state pienamente accolte e messe nero su bianco come la ribadita volontà di voler vietare le captazioni almeno fino a quando il lago non sarà rientrato all’interno di un range di oscillazione naturale”.

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