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Pirozzi a partiti: ok ma do io carte

  ‘Mister’ Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice e candidato alla presidenza della Regione Lazio, come fa spesso, parla di pallone e allude alla politica. Manda messaggi. Ai partiti del centrodestra perché prendano posizione, “ma le carte le do io”. Agli avversari politici. A chi lo critica perché speculerebbe sul terremoto. Lo fa anche oggi nel cuore di Primavalle, periferia difficile della Capitale. E’ la seconda tappa del suo ‘tour’ (“ma io dico ‘giro’ perché sono italiano”) in quegli angoli del Lazio che per lui sono terremotati anch’essi “perché abbandonati”. In mattinata incontra alcune famiglie in difficoltà: “Manca il lavoro, questa è la prima cosa – commenterà più tardi – La Regione può fare molto attingendo ai fondi europei su cui siamo in ritardo”. Lui intanto in campo c’è, e lancia frecciate a 360 gradi. A partire dal governatore in carica Nicola Zingaretti: “Parla di civismo ma è un uomo di apparato”, per passare poi alla candidata M5S Roberta Lombardi e alla sindaca di Roma, Virginia Raggi.

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